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Movimento vegetariano

JURKA LIBERA



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Fiaccolata a Trento sabato 20 dicembre 2008


Foto: Dell'Eva 



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Il Natale è diventato una festa del massacro

FIACCOLATA A TRENTO sabato 3 dicembre 2011
per denunciare le atroci sofferenze inflitte dall’uomo agli animali in modo particolare in concomitanza con le feste religiose

Abbiamo informato tutto il giorno i numerosi passanti riguardo la sofferenza, che noi uomini, provochiamo agli animali a causa delle nostre abitudini e tradizioni e sulle motivazioni per una scelta vegetariana.
Abbiamo raccolto firme contro la caccia e invitato a sottoscrivere una lettera che invieremo alla Provincia di Trento affinchè prenda dei provvedimenti per offrire uno spazio adatto a DJ3 che vegeta nella noia più assoluta nel recinto del Casteller. E’ stata privata della libertà, è stata divisa dal suo cucciolo e ora rischia di essere dimenticata in uno spazio che non è assolutamente adatto ad un animale come lei.
Quanto devono ancora pagare questi orsi, per il fatto che l’ambiente trentino è ormai troppo antropizzato?

La Provincia stanzia ogni anno quasi un milione di euro per i cacciatori, ha stanziato 2 milioni di euro per san Romedio; ora non può dire che non ci sono i i fondi per realizzare una struttura dove, un orso che ha commesso l’unico errore di cercare cibo troppo vicino all’uomo, possa vivere la sua vita in modo degno di lui.



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Incontra casualmente l'orso e lancia un messaggio

"DILLO a tutti che non sei pericoloso!".

Si è trovato faccia a faccia con l'orso bruno passeggiando su un sentiero delle Dolomiti, ha avuto la lucidità di riprendere tutto, e perfino di lanciare un messaggio. Si chiama Giuseppe Alberti e fa la guida e l'educatore ambientale nel Parco Adamello Brenta. Con lui, sabato 14 maggio alle 18, c'erano la moglie e il nipotino di 4 anni. Ed è stato lui a vedere per primo l'animale, prima che questo si accorgesse di loro, a circa 15 metri di distanza. Ha tirato fuori il telefonino e ha avviato il filmato.

GUARDA IL FILMATO



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Manifesto Movimento No alla Caccia


Per la pace anche per gli animali Assisi 25.09.11 



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Negato il permesso di affissione dei manifesti

COMUNICATO STAMPA e INVITO A PROTESTARE

Il Movimento Vegetariano No alla Caccia si è visto negare l’affissione
dei suoi manifesti (vedi foto sopra) nella città di Verona


in quanto per la giunta comunale di questa città sono troppo cruenti.
Mostrare le immagini di quanto accade nel campi e nei boschi sarebbe
troppo crudele a detta del Sindaco e degli assessori veronesi.

Si può ferire un animale, lasciarlo penare prima di morire con le pallottole
che esplodono nel corpo, ucciderlo, squartarlo, farlo a pezzi, ma tutto
questo senza che nessuno (se non i diretti interessati) vedano.

Come potrebbero sostenere la nobiltà della caccia, la falsità della caccia
di selezione se le persone conoscessero quanta sofferenza di creature innocenti
si nasconde dietro AL desiderio di uccidere di poche persone?

Riteniamo che la decisione della giunta comunale di Verona sia lesiva della
libertà di esprimere il proprio pensiero e di diffondere una verità che
si vuole tenere nascosta.



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Negato per la seconda volta il permesso


A VERONA CONTINUA LA CENSURA ai manifesti NO ALLA CACCIA

Nonostante la copertura di parti delle immagini definite troppo cruente, il Comune di Verona, con a capo il sindaco Tosi, ha censurato di nuovo i manifesti del Movimento Vegetariano No alla Caccia, dimostrando in questo modo di calpestare il diritto di libertà di espressione dei cittadini.
Infatti dopo una prima bocciatura dei manifesti da parte della giunta Comunale con la motivazione che erano presenti immagini troppo cruente, si è verificata una seconda bocciatura nonostante le “foto cruente” fossero coperte. (come si evidenzia nella foto allegata),
Questo fa pensare ad una decisione esclusivamente “ politica” che mal si concilia con le regole di democrazia che ogni Comune dovrebbe avere assolutamente a cuore e quindi tutelare.
In altri Comuni italiani i manifesti sono stati affissi, senza problemi. A Verona sembra invece che si cerchi in tutti i modi di non infastidire i fautori della caccia , privando quindi i cittadini contrari a tale crudele pratica, del sacrosanto diritto di manifestare il loro dissenso, anche mediante lo strumento della pubblica affissione.
Inoltre va sottolineato che è stata negata una plausibile motivazione alla seconda bocciatura, dicendo semplicemente che verranno accettati solo manifesti con scritte, e non con immagini.
Il Sindaco Tosi è stato pochi giorni fa protagonista di un incidente di caccia, ferendo un giovane ed ha sperimentato in prima persona quanto cruenta e pericolosa sia questa attività.
Sembra però che questo triste episodio non abbia insegnato nulla, si continua a volere nascondere la tragica realtà .



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PETIZIONE PER L'ABOLIZIONE DELLA CACCIA

RACCOLTA DI FIRME PER CHIEDERE L'ABOLIZIONE DELLA CACCIA
in collaborazione con LAC - OIPA - VIVERE VEGAN.

Il 19 settembre riapre la stagione venatoria. Milioni di fringuelli e altri piccoli volatili saranno vittime dei cacciatori. Specie protette diventano cacciabili in Italia grazie alle concessioni della caccia in
deroga. Terreni, boschi e zone verdi saranno violati dai cacciatori, gli unici a poter accedere persino nelle aree private contro il volere dei proprietari.
Il nostro ecosistema si piegherà ancora una volta alla libertà dei cacciatori.
Nel luglio scorso l'Italia è stata nuovamente condannata dalla corte di Giustizia Europea per aver violato le norme UE che proteggono gli uccelli migratori.
Eppure:
- 7 italiani su 10 dicono no alla caccia;
- 8 italiani su 10 non vogliono l'estensione dei tempi di caccia;
- quasi 10 italiani su 10 sono contrari alla violenza sugli animali.
[Fonte: Sondaggio Ipsos 2010]

Non solo:
il 2010 è stato dichiarato dall'ONU "Anno internazionale della biodiversità" ma in Italia i cacciatori e i politici che li sostengono continuano a rappresentare la più pericolosa minaccia per gli animali selvatici e l'ambiente in cui viviamo.

Chiediamo che sia rispettata l'opinione della maggioranza degli italiani
Chiediamo l'abolizione della caccia, una crudeltà inutile che uccide milioni di animali e distrugge gli equilibri naturali.

Chi desidera unirsi a noi collaborando nella raccolta delle adesioni è pregato di mettersi in contatto tramite mail: info@no-alla-caccia.org

Spedite per favore, le firme raccolte, per posta a:
Movimento vegetariano No alla Caccia
via Agrigento 56
37138 Verona


Scarica i moduli per la raccolta firme per l'abilizione della caccia [510 KB]
Scarica il manifesto abolizione caccia [2.404 KB]

Firma la petizione online! (firma la petizione online solo se non riesci a scaricare quella cartacea, a raccogliere altre firme e a mandarcele)


La raccolta firme infatti non termina qui ma continuerà fin quando la volontà della maggiornza degli italiani, contraria alla caccia, non verrà rispettata.

Guardate le foto: raccolta firme a Milano 10 aprile 2010 [3.693 KB]



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Memorie di un ex cacciatore e pescatore


Leggi l'esperienza diretta di un ex cacciatore e pescatore [30 KB]



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Gli animali hanno bisogni di spazi vitali!


Foto: Murer 



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Firma: sostieni un progetto unico al mondo!

FIRMA LA PETIZIONE!

La caccia distrugge tutto
, la vita degli animali, la bellezza del paesaggio, ed impedisce di godersi pacificamente la natura libera.

Intere specie sono state annientate.
Lupi, orsi bruni, linci e gatti selvatici, castori e gufi, alci e molte altre specie di animali si trovano ormai in poche regioni, e anche lì sono minacciate.
Se i cacciatori non costituissero una lobby così influente nella politica e nella società, la loro sanguinaria occupazione del tempo libero sarebbe stata proibita da tempo.

La Fondazione Gabriele Internazionale,
in Germania, si impegna a creare spazi vitali in cui non viene esercitata alcuna forma di violenza sulla natura e dove gli animali possono riacquistare la fiducia nell’uomo.
Per questa ragione, la Fondazione acquista campi e boschi, nei quali gli animali possono vivere sempre più in pace e possono ritornare in unità con gli uomini.

Purtroppo ora, la Terra della Fondazione Gabriele Internazionale, è minacciata da un progetto stradale senza senso, che distruggerebbe tutto.


Questo non lo permetteremo!

C'é bisogno anche del tuo aiuto per sostenere questo progetto unico al mondo:

Scarica la Petizione [384 KB] e falla firmare a tutti gli amici della natura e degli animali che conosci,

oppure firma la Petizione online e falla girare il più possibile!



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DJ3 come Jurka nel recinto di 8.000 m di Casteller


Foto: www.baer.de 



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L'orsa DJ3 è stata rinchiusa a Casteller

18 maggio 2011
Ecco una sintesi della lettera che abbiamo spedito alle autorità trentine e ai giornali:

Egregi Signori,

Presidente della Provincia Autonoma del Trentino Lorenzo Dellai e responsabili del Progetto "Life Ursus",
ancora un'altra orsa è stata catturata e rinchiusa, "nel lager", di Casteller!
E con lei purtroppo anche il suo piccolo!
Il sacrificio di Jurka non è servito a nulla!

Un altro animale che soffre, che viene usato e viene sacrificato in nome della scienza, in nome di un progetto scentifico!

Non possiamo usare questi animali a nostro piacimento, da una parte per "sperimentare un inserimento artificiale" che dovrebbe ricucire un equilibrio naturale distrutto da una caccia spietata e incontrollata e dall'altra "per guadagnare consensi politici"!

A questo punto la domanda più importante:
"Cosa pensate di fare con quest'orsa che avete rinchiuso in uno spazio sterile, piccolo, estremamente caldo in estate con temperature che arrivano fino a 40°, isolandola da ogni possibile contatto con altri animali,
condannandola A VEGETARE E DI CONSEGUENZA AD UNA MORTE lenta, fattta di disperazione e noia?"

Vi assicuriamo che faremo di tutto affinchè la sofferenza e l'ingiusto destino che avete deciso per DJ3 e per il suo cucciolo, non rimanga taciuto e nascosto, e ci impegneremo affinchè il privare un animale selvatico della propria libertà, non venga fatto passare come un atto eroico e inevitabile per proteggere l'incolumità dei cittadini, ma venga visto nella sua giusta luce: un vile atto di supremazia dell'uomo sugli animali.

Non possiamo continuare a definire problematici gli orsi affamati!

Secondo questa logica di prevenzione, per garantire l'incolumità e la salute pubblica, si dovrebbe abolire prima di tutto la caccia, che ha già effettivamente provocato quest'anno, anche nel Trentino, la morte, purtroppo, di alcune persone.

Per il Movimento Vegetariano No alla Caccia
il Presidente
Marcello Dell'Eva



Cucciolo d'orso rimesso in libertà

Il cucciolo d'orso che era stato catturato assieme all'orsa DJ3 è di nuovo in libertà. Per il cucciolo la lotta per la sopravvivenza continua e i pericoli non mancheranno. Ancora non è chiaro il motivo per cui la mamma lo abbia abbandonato così presto, normalmente un cucciolo rimane con la mamma fino a circa 16 mesi.

Video del piccolo orso che cerca la mamma

Lega Nord Trentina, banchetto a base di carne d'orso.
Con grande sconforto abbiamo appreso del banchetto di carne d'orso organizzato dalla Lega Nord Trentina.
Anche se pare che le forze dell'ordine siano intervenute, questo fatto rimane comunque molto grave. Il fatto che persone, dei politici che dovrebbero essere d'esempio, organizzino una festa a base di carne di orso, un animale protetto, ignorando i divieti italiani procurandosi la carne all'estero, è semplicemente scandaloso e inaccettabile. Ci chiediamo che esempio possano dare questi politici alle generazioni future! Forse non si rendono conto di quante persone e organizzazioni hanno offeso, con questo gesto, facendo una cattiva pubblicità a tutto il Trentino, in tutta Italia!
Anche l'allarmismo ingiustificato che la lega Nord Trentina persegue è insostenibile sotto tutti i punti di vista. Ricordiamo inoltre che fino ad oggi non sono stati registrati casi in cui l'orso si sia rivelato pericolosamente aggressivo verso l'uomo, questo magnifico animale ha solo bisogno di grandi spazi e di cibo. Al contrario, la caccia causa ogni anno in tutta Italia fra 30 e 50 morti.



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Jurka trasferita nel parco della Foresta Nera


Foto: www.baer.de 



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Jurka è stata trasferita in Germania

COMUNICATO STAMPA 16 Settembre 2010

Il Movimento Vegetariano No alla Caccia informa che mercoledì 25 agosto 2010 Jurka ha lasciato il Trentino e ora continuerà la sua vita presso il "Parco alternativo per orsi e lupi della Foresta Nera " sito in Germania presso Bad Rippoldsau - Schapbach.
La tristemente nota mamma orsa venne reintrodotta nel Trentino dalla Slovenia all’interno del progetto Life Ursus. Successivamente al suo comportamento ritenuto “problematico” venne catturata nel giugno 2007 e rinchiusa prima nel piccolissimo recinto di S.Romedio e poi in quello ugualmente inadeguato del Casteller, vicino Trento.

Il comportamento “problematico” si traduceva in breve nell’avvicinarsi troppo ai centri abitati, in cerca di cibo per i suoi piccoli. In realtà, questa apertura nei confronti dell’uomo, le fu insegnata, prima in Slovenia e poi in Italia, da albergatori senza scrupoli, che volevano fare di lei un'attrazione per i turisti.
Jurka in realtà è sempre stata più che pacifica, sia prima, quando era in libertà, che dopo, durante tutto il periodo della sua detenzione. Non ha infatti mai aggredito o tentato di aggredire qualcuno dei suoi custodi.
Il suo unico sbaglio è stato quello di essersi fidata troppo dell'uomo il quale non ha saputo gestire adeguatamente questa fiducia.

Marcello Dell’Eva, Presidente del Movimento Vegetariano, il quale è stato presente in tutte le fasi cruciali anche del trasferimento, dalla narcotizzazione, al trasporto, fino alla liberazione nella nuova struttura, ci riferisce che Jurka è sempre stata tranquilla, dando quasi la sensazione di "sapere" dove la stessero portando, come se sentisse che il periodo più duro per lei fosse finito.

La nostra Associazione ha svolto il ruolo, fondamentale, di mediatrice tra la Fondazione tedesca, che il nostro Presidente ha visitato più volte e la PAT - Servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento. Ci teniamo a specificare che tutti i soggetti coinvolti hanno collaborato nel migliore dei modi affinché questo spostamento potesse realizzarsi, per poter dare a Jurka un futuro più dignitoso.

La nuova sistemazione di Jurka non è l’anelata "libertà" che avevamo chiesto e sognato per lei, ma di sicuro è un luogo più ampio e più adatto alla sua specie del recinto del Casteller dove è stata rinchiusa fin’ora.

Ma sentiamo dalle parole dirette di Marcello Dell’Eva quale è stato il percorso che ha portato Jurka nella sua nuova dimora -

“Durante una delle ripetute visite che ho fatto a Jurka, nell'estate del 2008, mi fu riferito che una persona tedesca le aveva appena fatto visita e che era responsabile di una parco molto grande in Germania, dove vivevano diversi orsi.

Parlando con il responsabile e visitando la struttura mi sono accorto subito che non si trattava di un zoo, ma di un pezzo di bosco recintato. Praticamente un bosco fatto a collina di 4 ettari. Girando
il parco mi resi subito conto che malgrado lo abitassero 11 orsi e 6 lupi, non era facile vedere gli animali.
In seguito mi ha spiegato il signor Schmiedel, responsabile del parco, che era per loro importante che gli animali potessero ritirarsi e stare tranquilli se lo avessero voluto e che per questo avevano uno spazio così grande per poterlo fare. Poi mi ha illustrato le mete della fondazione. Ospitare più animali possibili che vivono in situazioni penose e che spesso vengono maltrattati nei circhi.

Mi hanno poi informato del progetto della costruzione del nuovo parco nella foresta nera. Che la fondazione aveva già comperato 7 ettari e che i lavori erano iniziati.
Sono naturalmente andato subito a vedere anche questa struttura e valutato come fosse per Jurka questa soluzione e constatato che era ottima, come ci eravamo augurati di trovare.
La meta della fondazione, tra l’altro, è quella di annettere altri spazi, fino a 50 ettari, che sarà possibile aggiungere alla parte già acquistata, per dare al maggior numero possibile di orsi un’alternativa di vita più decorosa. Vi è attualmente già una lista di 50 esemplari che sono in attesa di una soluzione, che vivono momentaneamente in spazi molto ristretti e che soffrono, che ripetono tutti i giorni gli stessi movimenti stereotipati.

Le persone che andranno a visitare Jurka potranno conoscere la sua storia e quella dei suoi figli. Verrà spiegato loro che non esistono animali "problematici" ma solo problemi creati dall'uomo. Quando gli uomini avranno imparato a lasciare agli animali i loro spazi vitali non vi sarà più bisogno di parchi recintati. Gli animali potranno vivere liberi secondo la loro natura.

Questa fondazione si basa sulle esperienza accumulata in 15 anni, anche se solo con orsi nati in cattività. Hanno sviluppato un sistema per rendere meno monotona la vita degli orsi attraverso l'interazione con altri predatori, come i lupi e le linci, con ottimi risultati. Orsi che non sapevano di dover andare in letargo perché non conoscevano il contatto con la natura, con un bosco, con un prato, con un lago, ora ci vanno e hanno imparato a scavare loro stessi la propria tana.

Mi augurerei, continua Marcello Dell’Eva, che anche in Italia ci fossero iniziative come queste. Anche per l'orso a S.Romedio abbiamo fatto varie proposte per un ampliamento dell'area, ma ogni volta ci è
stato detto: "non abbiamo soldi". Abbiamo così tanti boschi e il Trentino non è di certo una regione povera. Penso che sarebbe possibile realizzare un progetto simile. Anche in Italia molti animali aspettano da anni una soluzione e con un progetto di questo tipo si darebbe una sistemazione degna a questi animali e sarebbe un vantaggio anche economico per tutta la regione.

Nella Zona 2 nella quale Jurka potrà entrare nei prossimi giorni, avrà ancora più spazio, avrà un ruscello che scorre tutto l'anno al centro dell'area nel quale potrà fare il bagno. L'area è così grande che Jurka si potrà nascondere dagli occhi dei visitatori, se lo vorrà.
Per quanto riguarda i visitatori, avranno un percorso obbligato sul quale vi saranno anche dei giochi per i bambini per far capire meglio loro la vita di questi animali. Il visitatore si troverà in vari punti lui stesso in una gabbia, proprio per capire meglio che cosa significa per gli animali dei circhi o di altre realtà simili vivere rinchiuso in una gabbia.”


Ringraziamo ogni singola persona che ha sostenuto questa campagna.
Insieme siamo riusciti a tenerla viva e ad evitarle lunghi anni di assoluta noia.
Un grazie di cuore

Leggi le novità [21 KB] su Jurka trasmesse direttamente dla Parco Alternativo per orsi e lupi della Foresta





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Jurka ha trovato more selvatiche nel nuovo parco


Foto:www.baer.de 



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Jurka nel nuovo parco a Bad Rippoldsau-Schapbach


Foto:www.baer.de 



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Jurka ha esplorato il nuovo parco anche dall'alto


Foto:www.baer.de 



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Noi vi informiamo regolarmente

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Ricevuta l'informativa ai sensi dell'art. 13 (Dlgs 196/2003) do il mio consenso al trattamento dei dati personali nella misura necessaria al proseguimento degli scopi statutari e con le modalità indicate nell'informativa stessa. I dati raccolti saranno utizzizzati per le sole finalità dell' Associazione No alla Caccia. È possibile in ogni momento chiedere di poter modificare, consultare,opporsi al trattamento dei dati.




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Foto: Murer 



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DINO è stato ucciso!


Dino è morto è stato ucciso in Slovenia il 15 marzo con una fucilata.

Il Presidente del Movimento Vegetariano NO ALLA CACCIA, Marcello Dell'Eva ha dichiarato: "Sembra che sia stato il radio collare troppo stretto la causa della prolungata ed attroce sofferenza dell'orso Dino e, di conseguenza, il suo atteggiamento "anomalo" , di questo però non abbiamo ancora avuto conferma ufficiale.
Se fosse così, vuol dire che è stato fatto un grosso errore da parte del Servizio forestale italiano che aveva una corresponsabilità nell'operazione di monitoraggio, nell'estate dello scorso anno, quando Dino si trovava in Italia.

Un altro grave errore è stato fatto in Slovenia. Sembra infatti che i cacciatori e i forestali sloveni avessero notato già da tempo i comportamenti anomali dell'orso Dino, catalogato come M5, ma non risulta abbiano interpellato alcun esperto veterinario - visto che pensavano avesse la rabbia e neppure le associazioni animaliste slovene.
Come spesso però accade, quando ci sono di mezzo i cacciatori, viene preferita la via più breve e sbrigativa, quella di sparare e di uccidere".
Ancora una volta quindi un animale ha pagato con la vita gli errori compiuti da noi umani. Fino a quando questi errori rimarranno impuniti? Gli animali non sono giocattoli o pedine da spostare su una scacchiera a piacimento. Sono esseri senzienti come noi uomini! Hanno diritto alla vita, alla libertà, alla non sofferenza, al rispetto!
Leggete gli articoli che rportano la notizia:

Articolo sul "Corriere della Sera"

Articolo su "il Gazzettino"



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Jurka luglio 2007 nel piccolo recinto di S.Romedio


Foto: Dell'Eva 



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JURKA, in nome del popolo: condannata a vita!

La storia di un’orsa: Jurka e dei suoi piccoli

L’orsa rinviene e si alza a fatica, barcollando. È stordita a causa della narcosi, la testa le fa un male terribile. Deve ispezionare l’ambiente estraneo. Qui, infatti, non è venuta di sua scelta. Solo pochi passi e inciampa già in un recinto. Presa dal panico, ora fa la spola avanti e indietro nel minuscolo perimetro e sembra quasi che sia presa dalla disperazione. Tutt’intorno c'è questo recinto che le impedisce di scappare. Scava e graffia ripetutamente lo stesso albero e cerca di arrampicarvisi, nella speranza di riuscire, in questo modo, a scavalcare la recinzione. Invano. Qualunque cosa cerchi di intraprendere nel suo panico infinito, Jurka è e rimane rinchiusa.
Solo pochi giorni prima, aveva attraversato distese di campagne, aveva scorrazzato per boschi, aveva potuto rinfrescarsi in laghi, torrenti e fiumi. Ora è rinchiusa in una piccolissima area di 1700 metri quadrati. Solo pochi giorni fa annusava nel vento per individuare da dove venisse il profumo del cibo prezioso. Ora le verdure, facilmente deperibili, non solo si trovano sempre allo stesso posto, ma hanno sempre lo stesso odore. Per Jurka tutto questo non solo è semplicemente noioso, ma è anche un’indicibile sofferenza.
Poco tempo dopo, deve accettare suo malgrado che le venga iniettata un’altra narcosi, per poterla sterilizzare , per toglierle il suo indomabile bisogno di libertà. E, naturalmente, per tenere lontani dall’orsa fecondabile maschi eventualmente interessati.
Jurka è uno dei 10 esemplari che fra il 1999 e il 2002 vennero trasferiti dalla Slovenia nella regione italiana del Trentino, per incrementarvi il numero di orsi. E, secondo i criteri del progetto, pare che Jurka abbia fatto molto bene la sua parte. Nell’inverno dell’anno 2004, infatti, diede alla luce due orsacchiotti.
Quale madre premurosa, Jurka aveva insegnato ai suoi due figlioletti tutto quello che lei stessa aveva sperimentato e imparato. Fra l’altro, il fatto che la vicinanza degli uomini spesso è in relazione con un facile accesso al cibo.
Questo l’aveva imparato dal proprietario di un albergo che voleva assicurarsi un’attrazione per i suoi clienti e un portafogli pieno per se stesso. Per questo, allettava in continuazione l’orsa con del cibo. Egli, ha fatto di Jurka “un’orsa da circo”, che viveva in modo selvatico e lei, a sua volta, ha passato questa terribile conoscenza alla sua prole.
Quando i due giovani orsi raggiunsero l’età in cui erano in grado di andarsene per la loro strada, misero in pratica le loro conoscenze e si avvicinarono ai centri abitati, dove placarono la loro fame con numerose ghiottonerie, raggiungibili senza troppi ostacoli. Fra l’altro, trovarono pecore, galline e il miele delle arnie.
La loro euforia iniziale si trasformò ben presto in panico. “In nome del popolo” vennero espressi dei verdetti terribili: a morte gli orsi!. Così, al primo figlio di Jurka, da una parte della popolazione chiamato amorevolmente “Bruno”, venne fatto un “processo sommario”, in Baviera. Il “popolo” decretò la sua condanna. Venne ucciso con un fucile di grosso calibro da alcuni cacciatori. Suo fratello si è “trasferito”in Svizzera dove, per il suo comportamento da ladruncolo, gli è stato dato il nome di “Lumpaz”. Dal 2005, il “monello” viene dato per scomparso.
Nel 2006 Jurka ha partorito nuovamente. Questa volta ha dato alla luce tre orsacchiotti, due maschi e una femmina. Tuttavia, anche questa volta la felicità familiare non è durata molto. Ad uno dei due figli è toccata la stessa sorte del fratello più grande, Bruno: lo hanno ucciso nei pressi di Mittelbünden in Svizzera. Gli altri due, forse per il fatto che avevano ancora un certo timore verso gli uomini, sono riusciti fino ad ora a rimanere vivi.
Perché sta accadendo tutto questo? Cos’è successo? E’ successo che gli orsi, all’inizio così tanto desiderati per portare avanti il progetto di ripopolamento, a causa di una serie di errori di valutazione commessi dall’uomo – ma anche per la presenza di interessi commerciali – sono, con il tempo, diventati animali che “causavano problemi alla collettività”. E, così, Jurka è stata presa e rinchiusa, in nome del popolo, in un recinto dove rimarrà fino alla fine dei suoi giorni.
Ma c’è anche un’altra parte della popolazione che, scossa da questa ingiustizia, non rimane inerte. Non è questa la soluzione che vuole per Jurka. Sono state raccolte migliaia di firme, sono state intraprese azioni di protesta. Jurka è riuscita ad avere attimi di notorietà, solitamente riservati a politici e ad attori. Un giornale del Trentino l’ha addirittura dichiarata la “personalità” più famosa dell’anno 2007. Tuttavia, questa notorietà e le proteste non portarono ad alcun beneficio per l’orsa. Jurka rimase ancora a soffrire e a vegetare per mesi in quel piccolo e triste recinto, a S. Romedio.
Dopo dieci mesi di proteste, il governo cede alla pressione di associazioni animaliste e della pubblica opinione e trasferisce Jurka in un recinto più grande. Qui ha ora 8000 metri quadrati a disposizione. Tuttavia, nemmeno qui cambia molto, nemmeno qui ci sono sfide da superare o animali con cui convivere e neppure la pancia sempre piena è in grado di ridarle la gioia di vivere. Il verdetto “carcerata a vita” rimane, la prigione solitaria è solo diventata un po’ più grande.
Jurka è diventata silenziosa. No, non perché ha trovato la tranquillità interiore, ma perché ha gettato la spugna. I suoi sensi non trovano alcuno stimolo. Nessun profumo di un altro orso che ha marcato il suo territorio, nessuna parola d’ordine di altri animali rapaci, nessun cespuglio da cui poter staccare i frutti. Perché dovrebbe, quindi, gioire di andare avanti e indietro nel suo recinto?
Gli animalisti italiani non sono contenti di questa situazione e stanno cercando alternative. Cercano un posto in cui Jurka possa condurre una vita vicina alla natura e ricca di distrazioni.
Nel corso di questa ricerca, la presidenza dell’associazione per i diritti degli animali “No alla Caccia” si è imbattuta in un progetto in grado di soddisfare questi presupposti: Der Alternative Wolf- und Bärenpark Schwarzwald (= Parco alternativo per lupi e orsi della Foresta Nera) in Germania ed è qui che è stata portata.



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Jurka luglio 2007 nel piccolo recinto di S.Romedio


Foto: Dell'Eva 



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JURKA LIBERA

Jurka fa parte di un progetto di reintegrazione degli orsi nelle Alpi del Trentino chiamato Life Ursus – finanziato in parte dall’Unione Europea.
Jurka è stata il sesto orso ad arrivare nel Trentino nel maggio 2001, prelevata dalla riserva slovena di Monte Nevoso.
Dopo 6 anni, dai 9 orsi inseriti artificialmente nel Trentino, da 13 cucciolate sono nati 27 piccoli. Jurka, una delle 6 femmine, ne ha messi al mondo cinque;
due di loro erano JJ1, JJ3 divenuti purtroppo famosi con il loro abbattimento in Baviera e in Svizzera.
Il 29 giugno 2007 Jurka è stata catturata e messa in un piccolo recinto adiacente il Santuario di San Romedio in Val di Non (provincia di Trento).
La cattura è stata giustificata con il pretesto che Jurka avrebbe avuto un’eccessiva confidenza con l’uomo e avrebbe causato diversi danni per procurarsi cibo, rovinando alveari, rovesciando cassonetti delle immondizie e rubando alcune pecore e galline, avvicinandosi così troppo ai centri abitati (che a volte sono in realtà rifugi di montagna che hanno invaso lo spazio vitale naturale degli animali).
Jurka non si è mai dimostrata aggressiva nei confronti dell’uomo, anche se in questi anni è stata vista da molte persone: ogni volta lei con i suoi cuccioli è scappata.
Si avvicinava ai centri abitati con l'unico scopo di cercare cibo per lei e i suoi figli.
Dopo aver trascorso 9 mesi di sofferenza nella gabbia di san Romedio, da dove ha tentato in tutti i modi di fuggire, a marzo 2008 Jurka è stata trasferita in un recinto di circa 8.000 mq, vicino a Trento.
E’ nuovamente una situazione insopportabile per un orso abituato a muoversi fino a 40 km al giorno, è uno spazio più piccolo di un campo da calcio dove non c’è una pianta sulla quale possa arrampicarsi, dove l’estate fa un caldo insopportabile.
Noi riteniamo che l'uomo non possa disporre degli animali a proprio piacimento; chi ha voluto reitrodurre l'orso nelle Alpi del Trentino, ha anche la responsabilità di garantirgli una vita in libertà in un habitat adatto.
Ormai dobbiamo prendere atto che dopo essere stata narcotizzata 5 volte, dopo essere stata sterilizzata, dopo aver trascorso tutto questo tempo in cattività per Jurka la libertà rimarrà un sogno irrealizzabile.
Lei è diventata un simbolo: il simbolo della sopraffazione dell'uomo sull'animale.
Altre informazioni su JURKA LIBERA



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Manifestazione 13.10.2007 "Jurka Libera" a Trento


Foto: Dell'Eva 



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