"La caccia: una magnifica esperienza a contatto con la natura", si legge su un sito di e per cacciatori, fra puntatori del mouse che si trasformano in mirini quando toccano un link e pagine di istruzioni per l'uso di quegli strumenti di tortura che sono i radiocollari. La caccia, un desolato paesaggio di tuguri fatti di lamiere ondulate arrugginite, legni marcescenti, reti metalliche, polvere d'estate e fanghiglia d'inverno, e poi guinzagli, catene, cibo costituito da avanzi buttati lì come capita: tutto questo ne è stata la nostra esperienza l'estate scorsa, in Maremma, fra le luride bidonville in cui i "cinghialai" tengono rinchiusi in condizioni miserabili i loro cani.
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