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Corrispondenza tra noi e i cacciatori

Un cacciatore ci scrive.....

Ieri sera tornando a casa ho avuto modo di trovare nella mia cassetta della posta il vostro farneticante volantino, tra l'altro lasciato solo a me che sono l'unico cacciatore del mio palazzo, chissa' come l'avete saputo?
Ma torniamo a noi, non voglio ribattere le vostre falsita' perche' siete talmente bugiardi e ridicoli che non meritate una risposta, ma in una cosa avete ragione, e' sul fatto che vado a caccia perche' mi piace uccidere, eh si mi avete scoperto, faccio delle vere e proprie stragi, uccido caprioli, stambecchi, tordi, merli, beccacce a migliaia e mi piace anche mangiarli alla faccia vostra che rosicate.
Vi piace la verdura, anche a me, soltanto che IO la mangio come contorno alle mie libagioni di selvaggina mentre voi la mangiate come primo e come secondo.
Per ultimo vi dico, volete venire a caccia con me, e dove' il problema almeno potrete vedere di persona gli innumerevoli massacri di cui mi macchio, ah beninteso tra una settimana vado in Albania a fare una strage di marzaiole alla faccia vostra, ......................................................(non riportiamo il resto della lettera in quanto si trattano di offese e insulti a un ivello molto basso)

Anonimo


LA NOSTRA RISPOSTA:

Caro Sig. ............., noi non insultiamo nessuno quando invitiamo a smettere di cacciare e a non mangiare carne ma facciamo una proposta che porta del bene. E' una scelta etica e morale che presuppone la convinzione profonda che in ogni cosa è contenuta la vita e che questa va rispettata. Se lei ritiene che essere pacifisti sia una debolezza e che invece il piacere di uccidere esseri indifesi rappresenti qualcosa di cui vantarsi, è libero di farlo, ma prima o poi bisogna guardare in faccia alla realtà ed avere il coraggio di ammettere anche dove si sbaglia. Forse la sua reazione denota che il suo cuore non è freddo. Anche tra di noi c'erano dei cacciatori che ci hanno pensato sopra e poi sono cambiati. Non è una vergogna ma un cambiamento importante nella propria vita che dimostra coraggio, soprattutto di fronte a se stessi. Si può così amare di più la natura ed avvicinarsi alla sua essenza e guardare gli animali negli occhi, perché ora possiamo essere loro amici. Tuttavia vorremmo ricordarle che tutto quello che facciamo agli agli altri prima o poi ci ritorna indietro, esiste una legge spirituale che dice "ciò che semini raccoglierai" oppure anche detta "legge di causa ed effetto" che merita di essere presa sul serio. Anche su questo si può cominiciare a riflettere, per non cadere nella spirale di violenza che richiama altra violenza. Essere pacifisti significa rifiutarsi di fare del male ad ogni creatura ed anche per questo ci vuole coraggio.
La ringraziamo comunque del suo messaggio e le auguriamo ogni bene.
Il Team di NO ALLA CACCIA




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UN ALTRO CACCIATORE CI SCRIVE...............

FATE PENA PER LA VS. IGNORANZA DI "MEZZIUOMINI" (VEGETARIANI).

IL CACCIATORE (non il bracconiere) sarà santificato nel prossimo secolo....

Chi vi dà i soldi x pubblicizzare in TV !?

Volete anche voi sfruttare la Natura x avere "poltrone" ?

Sarete in grado di rispondermi ?

Buona vita, ragazzi !


LA NOSTRA RISPOSTA:

Egregio Signore,
rispondiamo volentieri alle Sue domande:

1. Ha ragione, a volte facciamo pena e siamo mezzi uomini o mezze donne,
quando non abbiamo abbastanza coraggio
e decisione nel denunciare i soprusi e malvagità verso i più deboli, siano
uomini o animali.

2. La caccia si estinguerà da sola, sarà la natura ad avere la meglio e
quindi anche sui bracconieri.

3. Ci autofinanziamo e non siamo persone ricche. Crediamo in quello che
facciamo e lo facciamo solo con le nostre forze, nessun partito
nessun ente pubblico ci finanzia.

4. I politici si vendono ai cacciatori per mantenere la propria poltrona, ma
le cose stanno cambiando.

5. Come vede Le abbiamo risposto.

Per ciò che riguarda l'intelligenza è ormai saputo e affermato dalla
medicina,
che le persone vegetariane sono più intelligenti.
Forse non sa che tutti qusti personaggi erano vegetariani come:
Albert Einsein, Leonardo da Vinci, Thomas Edinson, Kafka
Franz, Pitagora, Albert Schweizer, Richard Wagner,
Leo Tolstoi e non li stò ad elencare tutti, in quanto sarebbero più di 200.

Valuti lei se è più intelligente non sparare, o uccidere i più deboli,
visto, a quanto sembra, che Lei si ritiene "un forte".

Per quanto riguarda l'esser mezzi uomini, di come intende lei, un noto
psicologo francese Paul Parin, nei suoi numerosi libri e studi ´sui
cacciatori, parla di patologie riguardanti la sessualità, del rapporto
distorto e diviso,
che il cacciatore avrebbe, nei confronti della donna e che cercherebbe di
scaricare e compensare con l'atto di cacciare e uccidere gli animali.

Sperando di essere stati esaurienti nelle nostre risposte,
Le auguriamo di riuscire a comprendere e a sperimentare,
che uccidendo un essere vivente,
uccidiamo nello stesso tempo, anche una parte di noi stessi.

Cordiali saluti
Il Team No alla Caccia



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SECONDA LETTERA DELLO STESSO CACCIATORE

Grazie x l'interesse e la risposta, sono contento che siete "attivi" pur
scontrandomi con la solita demagogia e filosofia pseudoambientalista che Vi
accomuna con altre associazioni "ANTI".

Sul tema dell' ARTE VENATORIA discuto volentieri con un vegetariano
contrariamente a uno che mangia carne. (ribadisco però che nutrite il vs.
corpo al 50%).

L'attività Venatoria, sempre presente nell'istinto umano nei secoli, ha
subito la trasformazione da esigenza per la sopravvivenza, a passione
coorelata ad equilibri ambientali, salvaguardando la antica cultura di
quest'arte.

Questa passione sposandosi col piacere di vivere la natura ha messo sempre
all'attenzione del cacciatore la difesa del territorio affinché si possa
sempre praticarla.

Negli ultimi tempi la natura è stata oggetto di scalate politiche da parte
di gente che per moda
Sfrutta la natura , studiata dai libri e avvolte da walt disney , per
farsene un vanto e un profitto.
Si è giunti oggi addirittura alla costituzione di alcune "leghe" che usano
la parola ANTI , sinonimo
Di intolleranze razziali e conseguenze belliche.

Per me chi va contro la caccia di oggi, regolamentata da severissime leggi,
va contro la natura.
Sì, va contro il positivo ecosistema della natura.
Oggi più che mai il cacciatore sostituisce predatori che non ci sono più,
per l'equilibrio e l'abbattimento di specie deboli che rovinerebbero il
proliferarsi di specie sane, e quindi evitarne l'estinzione.

Nei parchi importanti come quello dello Stelvio, hanno reintrodotto la
Caccia, prima vietata, per un inizio distruttivo di squilibri, soprannumero
di cervi a danni di caprioli, interrompendo e distruggendo la crescita SANA
delle piante e degli alberi di varie specie.

La maggior parte delle zone umide è preclusa alla caccia, in nome di un
ambientalismo strumentale e demagogico, in realtà una zona protetta è anche
una zona abbandonata,
la natura fa da sé, anche troppo, cresce la canna sale l'acqua, e i
migratori non hanno dove fermarsi.
Sembra un paradosso, ma ci sono più anatre in una valle di caccia che in
un'oasi;
proprio perché la valle è GESTITA.
(dall'ultimo censimento nelle valli venete, quella del wwf è la peggiore)

...MEDITATE E PASSATE PAROLA, SPECIE A CHI MANGIA CARNE.

Non siate fanatici, ragazzi, amate la natura, non siate intolleranti con chi
vive in prima persona la fauna e la flora. E non come la maggior parte di
voi da Walt Disney. Il ciclo della vita prevede la nascita e la morte.
Camminando anche voi uccidete avvolte formiche o quant'altro, se buttate
disserbanti nei Vs. giardini avete già distrutto generazioni di esseri
viventi. Per non parlare degli incendi. I Vs. colleghi "ambientalisti" ci
hanno vietato censimenti senza armi, che avrebbero aiutato
a fornire dati importanti e a incentivare la presenza,e quindi la vigilanza
nei boschi (con una simbiosi piacevole cacciatore-cane-natura) da Voi voluti
abbandonati.

L'Italia è oramai tutta un parco, ben al di sopra delle percentuali che la
legge impone, x la ns. debolezza Politica. Il risultato è l' arriccchimento
di altre nazioni dove i cacciatori si trasferiscono,
avvolte in paesi dove non vige nessuna regolamentazione !!

Fate le persone PERBENE, stringete la mano ad un cacciatore e
raccomandategli di preservare e vigilare la natura dall'alba al tramonto,
mentre noi stiamo nei ns. uffici, discoteche, e maxischermi.

Grazie x la Vs. attenzione...e in bocca all'Lupo !



LA NOSTRA RISPOSTA:

Egregio Signore,
ringraziamo anche noi per la Sua risposta, ma ci scusi,
non vorrà raccontare a noi queste storielle, alle quali, molto probabilmente
lei stesso non crede.
Non si nasconda dietro belle parole fatte, che tutti i cacciatori sempre
ripetono, per convincere persone che di caccia sanno ben poco.
Tutti i cacciatori, con i quali abbiamo parlato, alla fine hanno ammesso,
che l'unico scopo, che gli spinge a cacciare, è il piacere di uccidere, di
fare bottino, di avere un trofeo da mostrare.

Tutti questi nobili argomenti, riequilibrare le nascite eccessive degli
animali, impedire gli incendi, curare la natura, proteggere i raccolti,
salvare il bosco, ecc., sono fasulli e paragonabili alle mille storielle che
vengono raccontate ai bambini, affinchè facciano quello che vogliono gli
adulti.

Si può parlare di arte, un'attività che comporta l' andare nei boschi armati
di un fucile, appostarsi per ore vicino ad un'esca posizionata in un luogo
dove spesso si aggirano animali in cerca di cibo, per poi schiacciare il
grilletto, quardare l'animale ferito che si dimena o magari quardarlo
trascinarsi per centinaia di metri, rincorrerlo per poi finirlo a una
distanza di pochi metri?

Si può parlare di arte, quando ogni anno si disperdono nell'ambiente 17.500
tonnellate di piombo, altamente nocivo per il terre
o e la falde acquifere?

Si può parlare di arte quando ogni anno vengono uccise 50 persone dai cacciatori e altre rimangono gravemente ferite?

È vero che la natura non è più in equilibrio, anche se la natura porta in se
un meccanismo di equilibrio perfetto, ma la causa è da attribuire all'uomo
i quale ha portato questo caos, che ormai nessuno può ignorare.
Non è certo con il fucile che si può riportare l'equilibrio nella natura.
Sarebbe come dire di voler portare la pace facendo la guerra, non è
possibile!

La natura si può auturegolarsi e autoriequilibrarsi, ma bisogna lasciarla in
pace. È chiaro che ci vuole del tempo e questo tempo bisogna darglielo, per
poter vedere dei risultati.
È come se prendessimo un catino contenente dell'acqua e mettessimo l'acqua
in movimento muovendo il catino. Se ora fermiamo il catino, l'acqua
continuerà ad oscillare, quindi dobbiamo aspettare un bel pò di tempo prima
che l'acqua ritorni calma.

L'uomo, purtroppo, cerca e trova sempre una scusa per intervenire! Una volta
sono le coltivazioni agricole in pericolo, altre volte sono spauracchi di
epidemie, (che eventualmente avrebbe causato l'uomo stesso, dando agli
animali selvatici cibo destinato agli allevamenti ), quasi sempre gli
animali sono troppi, (censimenti che spesso vengono fatti dai cacciatori
stessi o da alleati dei cacciatori), quindi bisogna intervenire per
decimarli.

L'uomo si è preso il diritto di appropriarsi di tutto lo spazio per sè,
spazio che apparteneva anche agli animali.
Esiste un vecchio proverbio, che si trova quasi ovunque, usato da varie
culture e popoli e in molte situazioni, che dice: "Quello che l'uomo prende
alla natura, prima o poi la natura se lo riprende indietro".

II, cibarsi di carne, contribuisce in gran parte a questo scquilibrio.
Esistono più animali di allevamento che uomini su questa terra. Questi
animali, mangiano, bevono e producono escrementi, in forma di letame e
liquame.

1. Questi animali consumano più del 50% dei cereali prodotti sul pianeta,
mentre una parte di uomini del terzo mondo muore di fame.

2. Viene consumata 50% dell'acqua potabile, da questi animali, acqua che poi
manca in molte parti della terra.

3. Il letame e liquame vengono distribuiti sui campi, inquinando le falde
acquifere e uccidendo i microorganismi nel terreno. Questi, servono a
produrre l'umus, che è la parte più fertile del terreno. In questo modo si
causa l'avanzamento delle zone deserte.

Lei potrà dire: ma cosa me ne importa di tutte queste cose, io ho tutto,
vado a caccia, quete cose non mi toccano personalmente, ho tutto quello che
io ho bisogno per vivere bene. A Natale faccio una cospicua offerta per i
bambini che muoiono di fame e così faccio la mia parte. Perchè mi devo
scervellare, pensando alle consequenze delle mie azioni e delle mie
abitudini culinarie?

Egregio Signore, faccia come vuole e ritiene giusto. Le vorremmo solo
rammentare, che in natura esiste una legge alla quale non si può sfuggire in
eterno, che i contadini sperimentano ogni giorno, ma che noi uomini spesso dimentichiamo quando si tratta di noi stessi! È la legge di semina e raccolta.
Ciò che facciamo alla natura, ma anche al nostro simile, prima poi ci
ritorna indietro se non ci ravvediamo in tempo.

Lei accenna anche, che il ciclo della vita prevede la nascita e la morte. È
vero, ma non la morte causata volutamente! Cosa direbbe lei, se qualcuno
entrasse in casa sua e la uccidesse, perchè vuole appropriarsi della sua
casa? Direbbe ancora, che si tratta del ciclo della vita che prevede la
nascita e la morte?

Infine per quanto riguarda l'aspetto salute: è stato provato che molte
malattie tumorali, del cuore, della pelle, del sangue, artrosi e molte
altre, derivano dal consumo ecessivo di carne. Questi costi supplementari,
vanno a gravare su tutta la collettività. A causa di interessi economici di
grandi industrie, di armi, di farmaci, di allevamenti intensivi, sia per
quanto riguarda la caccia, che per il consumo di carne, viene volutamente
boicottata l'informazione.

Con questo, ci vogliamo congedare da Lei, ci scusi per la lettera un pò
lunga e se ci siamo permessi di parlare chiaro e diretto.
Le auguriamo buone cose

Il Team No alla Caccia



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UN ALTRO CACCIATORE CI SCRIVE.......

Sono un cacciatore da anni, e provvengo da una famiglia di cacciatori che da generazioni praticano la caccia. Quello che dite e volete far credere alle persone ignoranti in materia è falso e senza alcun significato.
VERGOGNATEVI ad aproffittare dell'ignoranza della gente che per via delle vostre menzogne e della vostra strumentalizzazione vi segue come pecore senza sapere neppure dove stanno andando.
Senza la caccia non ci sarebbe mai stato l'uomo oggi, dobbiamo quindi RISPETTARE questa antichissima tradizione e chi nei secoli l'ha sempre praticata ed ancora oggi chi come me la pratica nel pieno rispetto delle regole e delle tradizioni.
Cordiali saluti
un cacciatore italiano.


PRIMA RISPOSTA:

Sig.re mathia,

Sono un biologo ambientale da anni, amante della natura e degli animali,
provengo da una famiglia vegetariana da anni, e vorrei rispondere alla
sua opinione

Amare gli animali, non è una falsità, amare l'ambiente, non è una
falsità, è semplicemte un percorso dettato dal cuore e dall'entusismo
di persone consapevoli dei doni che Dio ci ha dato.
Gli animali non sono degli oggetti, o degli esseri inferiori, sono
esseri che Dio ci ha dato da proteggere e tutelare...signor Mathia,
di questo non mi vergogno proprio...ne vado fiero e ascolto quello che
sento dentro.

Ha mai provato a guardare un animale negli occhi prima di sparagli ??

Credo di no...a sentire un mio amico ex cacciatore, se incontri
l'anima di un animale guardandolo negli occhi, non puoi che capire,
che sono essere uguali a noi...ma purtroppo hanno un punto
debole...non possono parlare!

Le persone che conosco...mi dispiace contraddirla sono tutte
intelligenti, gli ignoranti sono altri...preferisco pensare a tante
pecore felici che ci seguono, che a pecore morte uccise per la
caccia...e le assicuro che le nostre pecore sanno eccome dove andare,
verso la strada dettata dal cuore!

Senza la caccia ci sarebbe stato l'uomo...stiamo tentando di ritrovarlo...


Le tradizioni, e su questo le do ragione, sono la cosa più ignorante
che ci sia, in questo caso migliaia di pecore, pur di non ragionare
con la propria testa e seguire il loro cuore...seguono le
tradizioni...
Che cosa ci vuole seguire una tradizione ???

Nulla!!!

La tradizione della Corrida...delle corse dei tori nelle città
spagnole, la tradizione della caccia alle balene in Giappone, la
tradizione di ammazzare le foche in Canada per le pelli...la
tradizione di uccidere i pipistrelli in Messico (i pipistrelli erano
la fonte primaria di guano...concime fondamentale per le terre
messicane...ma la tradizione che intende lei ha cambiato le cose in
peggio, uccidendo i pipistrelli, migliaia di insetti sono aumentati, e
ora si usano fertilizzanti e pesticidi di ultima generazione, molto
inquinanti per l'ambiente), la tradizione di mangiare i cani in Cina,
la tradizione di torturare gli animali per esperimenti scientifici, la
tradizione di usare cavie per testare prodotti di bellezza, la
tradizione di far correre Asini, rane, oche, ecc. in maniera violenta
ed assurda...la tradizone dei macelli intensivi, ecc. ecc.

ecc.ecc....nel Medio Evo c'era anche la tradizione di bruciare le
Streghe...Vuole ripristinare anche questa antica tradizione ???

Distinti saluti
Un animalista contro la caccia



SECONDA RISPOSTA:

Egregio Signore,
la vogliamo ringraziare per il Suo riscontro. Ci fa piacere che anche i cacciatori ci mandino la loro opinione.
Chi cerca il confronto, significa per noi, mettersi in discussione e questo è un buon punto di partenza per cambiare eventualmente qualcosa nella propria vita.
Per quello che riguarda le tradizioni le vorrei raccontare la mia esperienza di quando ero ragazzo.
Nella mia famiglia era tradizione diventare macellai e venditori di bestiame.
Io a 14 anni mi sono procinto, con l'aiuto di mio zio, ad uccidere il mio primo animale, un coniglio.
Premetto che dopo la scuola andavo sempre in macelleria ad osservare mio nonno, chiedendomi come facesse, lui che era una persona dolcissima e sensibile, ad uccidere così a sangue freddo ogni tipo di animale.
Avevo capito che bisognava distaccarsi dai propri sentimenti e questa sarebbe stata anche la tecnica, pensavo, per diventare un vero uomo.
Mio zio non era tanto bravo nel repprimere i suoi sentimenti, così mi sono trovato da solo ad affrontare questo coniglio, che io stesso avevo allevato, che si dimenava e non voleva morire. Nel dimenarsi ad un tratto si è fermato, mi ha guardato negli occhi. Ho visto all'improvviso la sua paura e la supplica di non ucciderlo.
Mi sono fermato perchè spaventato di quello che stavo facendo. Da quel momento sapevo che avrei interrotto la tradizione di famiglia, non sarei diventato macellaio, anzi non avrei mai più mangiato la carne di un animale, anche se mi avessero tacciato di non voler diventare un vero uomo.
Per ciò che riguarda la tradizione della caccia, a me risulta che i primi uomini non erano cacciatori, sono diventati più tardi. Si cibavano di erbe e di frutta.
La caccia la possiamo dividere in due tipi: ( o come lei le chiama, tradizioni)
Uomini, che nel passato e in alcuni popoli ancora oggi, hanno ucciso animali con armi rudimentali solo in casi di estrema necessità.
Questi, hanno prima e dopo aver ucciso l'animale, chiesto perdono al creatore e all'anima di quest'animale.
Poi ci sono uomini cacciatori, che si sono messi ad uccidere, non per necessità, ma quasi esclusivamente per il gusto di uccidere, con armi sempre più sofisticate e precise.
Questo per noi è contro natura e contro la vita. La natura è perfetta, non ha bisogno dell'uomo per essere corretta, o per meglio dire, per venire portata nel caos.
Perchè la natura si rivolta, negli ultimi decenni sempre in modo più crescente, contro l'uomo?
Proprio perchè l'uomo se n'è servito, l'ha maltrattata, ha abusato del proprio ingegno e della propria forza solo per il proprio vantaggio, senza pensare alla sofferenza che causava.
L'uomo d'oggi si rende conto sempre di più, che ciò che stà accadendo su tutta la terra, l'ha causato lui stesso e nei prossimi anni dovrà raccogliere ciò che ha seminato.
Con questo scambio di opinioni, non è assolutamente nostra intenzione di offenderla, ma eventualmente quella di comunicarle le motivazioni che ci spingono a lottare per una natura senza caccia e una alimentazione senza cadaveri di animali.
Cordiali saluti
rimaniamo a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Il Team di NO ALLA CACCIA



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