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Incidenti di caccia

PESANTE IL BILANCIO DEI MORTI

ALMENO 50 TRA CACCIATORI E NON.

COMUNICATO STAMPA, 31 GENNAIO 2004

CHIUDE LA CACCIA.
PESANTE IL BILANCIO DEI MORTI: ALMENO 50 TRA CACCIATORI E NON.
LA CAUSA? LA MAGGIOR PARTE DEI CACCIATORI ITALIANI NON HA MAI DOVUTO
SUPERARE UN ESAME PER OTTENERE LA LICENZA.

Oggi e’ l’ultimo giorno della stagione venatoria 2003/2004 e, salvo sviluppi
dell’ultima ora, possiamo dire che il conto delle vite troncate da questa
attivita’ "sportiva" da settembre ad oggi si ferma a 50. Sempre che i dati
raccolti dalla LAC tramite la stampa nazionale siano esaurienti.
49 cacciatori periti per diversi incidenti di caccia e un non cacciatore,
una persona sventuratamente coinvolta in una battuta.
Guida la classifica la Liguria con 6 morti, poi l’Emilia Romagna con 5, e
via via 4 ciascuna in Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Umbria e Sicilia, 3
in Piemonte e Marche, 2 in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e
Sardegna, 1 in Abruzzo, Puglia e Calabria.
I feriti gravi da incidenti di caccia sono stati, sempre secondo i dati
raccolti dalla rassegna stampa, 88, di cui in ben 14 casi si trattava di
persone che con la caccia non c’entravano affatto, gente che si trovava nei
boschi a far passeggiate o più semplicemente nei campi a lavorare, quando
non addirittura nel cortile di casa propria.
Sono tanti morti e feriti, e non c’e’ da stupirsene viste le condizioni in
cui si caccia nell’Italia del 2004: un altissimo numero di cacciatori che
esercita la sua attivita’ violenta e pericolosa in un territorio tra i piu’
densamente popolati al mondo.
E si tratta di una schiera di dilettanti : i cacciatori italiani non hanno
avuto un addestramento professionale all’uso delle armi, in effetti la
maggior parte di loro non ha neanche superato un esame in proposito perche’
ha preso la licenza di caccia prima che le leggi lo prevedessero.

L’esame per la licenza, che prevede una sia pur grossolana conoscenza delle
armi (e delle specie animali e delle leggi in materia) e’ stato previsto per
la prima volta dal nostro ordinamento solo nel 1977, con la legge n. 968.
Ora, la maggior parte dei cacciatori italiani attualmente in attivita’ ha
piu’ di 43 anni, percio’ era “sul campo” prima dell’entrata in vigore di
quella norma.
C’e’ da stupirsi se le sue conoscenze in materia di armi danno esito mortale
in una cinquantina di casi all’anno? Cosa succedera’ alle specie protette,
sicuramente piu’ confondibili con un fagiano di quanto non lo sia un
ciclista o un fungaiolo?
E, quel, che piu’ conta, cosa succedera’ se i nostri ineffabili legislatori
estenderanno a un piu’ lungo periodo l’attivita’ venatoria, come sono ben
intenzionati a fare se si va a leggere i progetti di legge di cui il
Parlamento si appresta ad iniziare la discussione? E vogliono anche
conquistare piu’ spazi ai loro beniamini cacciatori, consegnando loro le
ultime oasi di pace, i parchi, dove mammiferi, uccelli e
alpinisti-escursionisti-fotonaturalisti possono sottrarsi ai pericolosi
incontri con gli amanti della doppietta.



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Un censimento degli incidenti di caccia lo trovate sul sito
Altre informazioni sugli incidenti sul
sito



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Si siede sulla doppietta parte un colpo

03/09/03

Tragedia a S. Agata di Militello
Si siede sulla doppietta parte un colpo: ucciso
www.lasicilia.it/giornale/0309/interno_estero/ie05/a07.htm
S. Agata di Militello. Dopo avere trascorso la serata con il figlio ed un
amico nel suo appezzamento di terreno sale a bordo della sua jeep e si siede
accidentalmente sul fucile da caccia da dove parte un colpo che lo uccide.
La tragedia, che ha coinvolto Biagio Indriolo, 71 anni, pensionato, si è
consumata intorno all'una di lunedì notte. L'anziano si era recato insieme
al figlio Calogero di 32 anni e ad un amico di questi nel suo terreno di
contrada Gambanera dove teneva alcuni animali.
Dopo la cena i tre stavano per fare rientro a casa, quando si è verificata
la tragedia. Biagio Indriolo, salito a bordo del fuoristrada alla cui guida
si trovava il figlio, accidentalmente si è seduto su una vecchia doppietta
che deteneva regolarmente. Dall'arma è partito un colpo che ha raggiunto
Indriolo al torace.
Immediatamente trasportato al pronto soccorso dell'ospedale santagatese il
poveretto è giunto cadavere. Del fatto sono stati informati i carabinieri
della locale Compagnia che hanno già archiviato il caso, trattandosi di un
tragico incidente. Rimane da capire perché l'anziano avesse il fucile in
macchina, forse per difendersi nell'eventualità di trovare nel suo terreno
qualche ladro di animali oppure per dare la caccia a qualche coniglio,
visto, peraltro, che domenica prossima si aprirà ufficialmente la stagione
venatoria.
Il sostituto procuratore di Patti, Alessandro Lia ha disposto la
restituzione del corpo ai familiari per i funerali che dovrebbero svolgersi
oggi



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Cacciatore spara contro i carabinieri

Comunicato del 21 giugno 2005

CACCIATORE MINACCIA IL FIGLIO CON IL FUCILE E SPARA AI CARABINIERI.
QUANTE LICENZE DI CACCIA SONO ANCORA IN MANO AD INDIVIDUI POTENZIALMENTE
SQUILIBRATI ?

Il caso di San Pietro di Feletto (TV) del cacciatore che la scorsa notte,
dopo aver minacciato i vicini con un'accetta ed il figlio con il fucile da
caccia, ha aperto il fuoco contro i carabinieri che hanno risposto senza
colpirlo, riporta alla ribalta per l'ennesima volta il problema delle
licenze da caccia in possesso ad individui squilibrati.
Ora l'autore della sparatoria è piantonato nel reparto di Psichiatria
dell'ospedale di Conegliano.
Andrea Zanoni, presidente della LAC - Lega Abolizione della Caccia del
Veneto, interviene in merito a questo caso che non si è tramutato in una
tragedia solo grazie al pronto intervento dei carabinieri e del magistrato
di turno: "Ritengo che gli enti competenti in materia di licenze di caccia
dovrebbero porre maggior attenzione a questo grave problema nel rilascio ma
soprattutto nel rinnovo dei permessi. Nel nostro territorio evidentemente ci
sono ancora troppe licenze di caccia in mano a persone potenzialmente
squilibrate che grazie all'effetto dell'alcool, del caldo e al senso di
onnipotenza provato nell'imbracciare un fucile, potrebbero causare feriti e
morti per banali liti famigliari o di vicinato. Credo sia quanto meno utile
ed urgente che la Questura di Treviso attui una sana e doverosa prevenzione
procedendo ad esaminare entro breve la situazione delle ben 8.000 licenze di
caccia della nostra provincia per verificare gli eventuali casi limite,
provvedendo, dove necessario, all'immediato sequestro dei fucili da caccia.
D'altro canto i cittadini dovrebbero evitare di sottovalutare eventuali
episodi allarmanti ad opera di chi possiede la licenza di caccia, procedendo
all'immediata denuncia ai carabinieri al fine di evitare potenziali futuri
eventi cruenti. Leggendo i giornali di oggi pare infatti che l'autore della
sparatoria in precedenza avesse già dato segnali preoccupanti minacciando
una vicina sempre con l'accetta e menando la moglie. Com'è possibile che
dopo questi fatti detenesse ancora ben 5 fucili da caccia con tanto di
licenza ?"



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Il Messaggero La battuta di caccia al cinghiale...

di CLAUDIO CURTI

FABRIANO La battuta di caccia al cinghiale nelle colline fabrianesi si
trasforma in tragedia. Alfredo Animati, 68 anni, fabrianese, è morto colpito
dal colpo partito accidentalmente dal fucile di uno degli amici con cui si
preparava a trascorrere un pomeriggio domenicale sperando di portare a casa un
"trofeo". Inutili tutti i soccorsi. E' successo poco prima delle 16 di ieri.
Alcuni amici, fra cui Animati, vista la bella giornata hanno deciso di
effettuare una battuta di caccia al cinghiale nella zona di Vallina-Bastia, nei
pressi di San Cassiano. Una battura diventato tragica. Secondo una prima
sommaria ricostruzione dei carabinieri di Fabriano, pare che il colpo di fucile
sia partito da un coetaneo di Alfredo. Un colpo che ha lo centrato in pieno. I
militari stanno tentando di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente
ascoltando i componenti del gruppo. Non si sa se Alfredo sia stato "scambiato",
magari per un movimento brusco, per una possibile preda o si sia trattato di
una semplice fatalità. Comunque sia, non appena i componenti del gruppo si sono
resi conto dell'accaduto hanno allertato i soccorsi. Sul posto si sono
precipitati i sanitari del 118 di Fabriano e i carabinieri mentre da Torrette
si alzava in volo l'eliambulanza. Ma tutti i tentativi di salvare la vita a
Animati è stato inutile. Dopo il nullaosta del magistrato, il cadavere è stato
trasportato all'ospedale cittadino. Oggi potrebbe essere disposta l'autopsia
per stabilire l'esatta causa della morte e per aiutare, forse, a comprendere
meglio la dinamica dell'incidente. Per l'uomo che ha involontariamente sparato
pare probabile l'accusa di omicidio colposo.



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