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La protesta contro l'uccisione di Bruno in Baviera




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Manifestazione tenutasi il 5 agosto in Baviera

Il 5 agosto 2006 è stata organizzata una manifestazione di protesta per l'uccisione di JJ1 - l'orso che i tedeschi chiamano "Bruno" - allo Schliersee, la zona dove è stato abbattuto. Alla dimostazione hanno partecipato circa 500 persone provenienti da diversi paesi, come per esempio l'Austria, la Svizzera, l'Italia, la Francia, la Slovenia, la Croazia, la Spagna e la Polonia. " Tutti i cacciatori sono "assassini di Bruno", si leggeva su uno dei tanti striscioni. I dimostranti hanno richiesto la totale abolizione della caccia e che i due politici responsabili dell'abbattimento di JJ1 si ritirino. Alcuni esponenti, come Barbara Rütting - scrittrice, attrice e moderatrice televisiva in Germania - hanno portato il loro contributo e Brigit Bardot ha inviato un comunicato, attirando anche molti giornalisti e emittenti televisive che hanno diffuso la notizia nei giornali, alla radio e alla televisione. Anche il quotidiano trentino "L'Adige" ha parlato di questa dimostrazione in un piccolo trafiletto pubblicato il 6 agosto dal titolo "Baviera, 500 ambientalisti per Bruno".
Nel corso della manifestazione è stata sottolineata l'importanza di continuare a scrivere e a protestare presso le autorità competenti, dato che si parla già di uccidere anche altri orsi, nel caso dovessero mettere piede in Baviera senza permesso di soggiorno.



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L'abbattimento di Bruno in Baviera

Protesta contro l'abbattimento dell'orso Bruno e dimostrazione per una natura senza caccia.

Schliersee: 59a manifestazione nazionale contro la caccia - tenutasi sabato 5 agosto 2006.

Probabilmente non esiste un animale che ha fatto tanto scalpore sui giornali come l’orso Bruno-JJ1. JJ1-Bruno era il primo orso che viveva in libertà in Germania da 170 anni.
Per settimane le persone seguivano con interesse e entusiasmo il ritorno dell’animale estinto. Invece il presidente del consiglio della Baviera aveva dichiarato che questo giovane orso severamente protetto era un “problema” e il suo ministro per l’ambiente dava l’ordine di abbatterlo.
Da allora l’orso Bruno è diventato un simbolo per il rapporto dell’uomo con tutti gli animali: Un simbolo per Bruno il capriolo, Bruno il cinghiale, Bruno la lepre. Tutti questi animali sono “Bruno”- e vengono uccisi dagli uomini a milioni: “Per il piacere di uccidere” e “per la gioia di fare bottino”- oppure per risolvere i cosiddetti” problemi “ che l’uomo ha creato togliendo loro lo spazio vitale.

Dal 26 di giugno , giorno della morte violenta di Bruno, non si sono mai interrotte le proteste in tutta la Germania e in Europa. In diverse inchieste si sono espresse 80 % delle persone contro l’abbattimento. “L’iniziativa per l’abolizione della caccia” in Germania, ha manifestato il 1°di luglio 2006 a Berlino, con il motto; “Noi tutti siamo Bruno!”- e “Tutti i cacciatori sono responsabili per la morte di Bruno!”- con un’eco nei media travolgente.
Associazione tedesca per l'abolizione della caccia



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La Baviera non restituisce Jj1 all' Italia

24 marzo 2007 alle 13:00 — Fonte: repubblica.it — 2 commenti
Mentre Knut, l’orsetto bianco, è riuscito ad avere salva la pelle e ieri ha fatto la sua prima apparizione pubblica nello zoo di Berlino, continuano le polemiche a livello governativo sulla carcassa di Bruno, l’orso trentino ucciso nove mesi fa in Baviera per volere delle autorità locali che lo avevano classificato come un pericolo pubblico.
Il settimanale ‘Der Spiegel’ ha scritto che la richiesta del ministro italiano dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, relativa alla restituzione all’Italia della carcassa dell’orso bruno, ha trovato il netto rifiuto del suo collega bavarese, Werner Schnappauf (Csu). Secondo il settimanale di Amburgo, a nulla sono valse le ripetute pressioni del ministro federale dell’Ambiente, Sigmar Gabriel, favorevole alla restituzione. In una lettera Schnappauf ha spiegato che rendere all’Italia i resti di Bruno non e’ legalmente ammissibile, anche se l’orso era italiano. Il ministro bavarese ha detto di comprendere i sentimenti degli italiani, ma ha aggiunto che a tenere a Bruno sono anche i bavaresi.
Per questo motivo l’orso, i cui resti sono conservati in una cella frigorifera, sarà impagliato e resterà in Baviera. L’ostinazione del ministro bavarese non è piaciuta al suo collega federale Gabriel e, secondo ‘Spiegel’, al ministero federale dell’Ambiente la cosa e’ stata accolta con stupore, anche perché la restituzione di Bruno all’Italia avrebbe costituito un gesto d’amicizia proprio in occasione della presidenza tedesca dell’Ue e del cinquantesimo anniversario dei ‘Trattati di Roma’.



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www.aj-gang.de 



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Berlino "Noi tutti siamo Bruno!" 



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Manifestazione a Berlino: "Noi tutti siamo Bruno!"

Berlino 01.07.2006: Corteo di protesta contro l’uccisione dell’orso Bruno e manifestazione per una natura senza caccia



Davanti al duomo di Berlino si sentono suoni di tamburo. Poi risuona un coro di molte voci: ”la caccia e i cacciatori nel museo!”.
Sabato, il 1° Luglio 2006, hanno manifestato, nella capitale tedesca, 200 animalisti e protettori della natura da tutta la Germania e rappresentanti di oltre 20 organizzazioni contro l’uccisione dell’orso Bruno e per una natura senza caccia. Con innumerevoli cartelli e striscioni il corteo di protesta è passato per “Unter den Linden” e la Friedrichstrasse fino al Gendarmenmarkt.

I passanti rimangono stupiti non poco: infatti vedono passeggiare 2 orsi su “ Unter den Linden” – seguiti da caprioli, volpi e cinghiali.
Su un grande striscione si legge :” Noi tutti siamo Bruno!”.
Seguono portantini vestiti di nero, che portano simbolicamente l’orso alla tomba. All’improvviso si sentono alcuni spari: un orso, un capriolo e un cinghiale crollano a terra e alcuni manifestanti, travestiti come cacciatori, sparano agli animali.
Dietro a loro alcuni animalisti portano uno striscione: ”Tutti i cacciatori sono uccisori di Bruno!” E da alcuni altoparlanti mobili risuonano le parole: “L’orso Bruno è morto - non possiamo più salvarlo. Ma possiamo impegnarci per Bruno il capriolo, per Bruno la volpe, per Bruno la lepre, per Bruno il cinghiale.”
E i manifestanti gridano con voce alta : “Abolite la caccia!”

C’è un cartello che si riferisce ai mondiali di calcio : “Jaeger, schiesst Tore, keine Tiere!” (Cacciatori : sparate goal, non animali!”)

Gli animalisti della PETA sono molto pragmatici: Un animalista travestito da orso porta in spalla un cacciatore e porta un cartello con la scritta: Il vendicatore di Bruno”.

Kurt Eicher è assolutamente convinto dell’importanza della ”Iniziativa per l’abolizione della caccia”: “Fino a quando ci saranno cacciatori non esisterà né protezione degli animali, né protezione della natura o delle varie specie. La caccia non porta con sé alcuna protezione, ma sempre soltanto la morte!”

Anche il Dott.Eberhard Schneider, presidente del comitato per la protezione degli uccelli e perito statale per la caccia, è convinto di questo: ”Queste sparatorie devono finire, non importa di quale animale si tratta!. Perché non è soltanto l’orso Bruno, immigrato dall’Italia, vittima dei cacciatori tedeschi: ogni anno muoiono in Germania per colpa dei cacciatori 5 milioni di animali selvatici, 300.000 gatti , 35.000 cani e, questa cifra è meno conosciuta, 40 persone.”

“Non è l’orso Bruno che deve essere messo nel museo, ma i cacciatori - perché l’età della pietra è finita!”, dice Karin Hutter dell’organizzazione per la protezione dei diritti degli animali ‘animal public’. Contributo di Karin Hutter riguardo all’uccisione di Bruno

Frank-Michael Malchow
, segretario generale del partito per la protezione degli animali, tiene una necrologia dell’orso Bruno durante la manifestazione in piazza Gendarmenmarkt e informa gli amici degli animali di una lettera di protesta del suo partito al ministro bavarese Schnappauf.
Baerenpark zum Abschuss von Bruno
(Parco per orsi in occasione dell’uccisione di Bruno)

Harald von Fehr, presidente dell’Unione indipendente tedesca per la protezione degli animali, ha esposto denuncia contro il ministro bavarese per l’ambiente - per sospetto di istigazione ad un atto criminoso ed estremamente riprovevole contro leggi internazionali della protezione delle specie, la legge di protezione della natura e la legge di protezione degli animali, ordinando l’uccisione di un animale selvatico severamente protetto da norme EU senza alcuna causa ragionevole.



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Manifestazione tenutasi a Berlino 1° luglio 



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Dibattito a Berlino 



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AJ- Gang- gruppo musicale contro la caccia 



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