Siamo persone vegetariane di tutte le età, di tutti gli strati sociali che dicono no alla caccia. Siamo vegetariani, perché anche gli animali hanno il diritto di vivere in modo dignitoso e libero, perchè l’uomo può vivere benissimo anche senza doversi cibare di cadaveri di animali, perché pensiamo che l’era del cannibalismo sta finendo. No alla caccia perché pensiamo che sfoghi di brutalità e rabbia legittimata al giorno d’oggi non debbano più avere spazio,in particolare verso creature che non si possono difendere. Molte persone sono schiave delle usanze e tradizioni che vengono praticate meccanicamente senza chiedersi se ciò che si fa è necessario e giusto. No alla caccia perchè tutto ciò che noi uomini facciamo alla natura e agli animali prima o poi ricadrà su di noi.
Scopi, intenti e mete: Scopo: abolire la caccia in Italia e in tutta Europa Con quali mezzi: facendo un lavoro di informazione capillare, di sensibilizzazione delle coscienze, in particolare per i giovani, chiarendo che la caccia è un assurdo sfogo di pochi frustrati che impugnano un’arma per sentirsi così padroni della terra e della vita di una creatura che non si può difendere. Molti cacciatori pensano che l’uomo debba dominare la natura. Questo concetto è stato propagato e inculcato dalla chiesa cattolica, che quindi giustifica e mette a tacere la coscienza di chi magari sente che non è giusto togliere la vita ad un animale.
No alla caccia- perchè gli animali dei boschi sono costretti a vivere quasi tutto l’anno sotto lo stress di essere braccati, giorno e notte, senza un attimo di tranquillità per poter mangiare o riposarsi tranquillamente. Anche chi passeggia tranquillamente nei boschi rischia di essere colpito da una fucilata, da parte di cacciatori, che sparano a tutto ciò che si muove. Ogni anno 50 morti e centinaia di feriti. Gli animali dei boschi e dei campi, devono continuamente nascondersi, si spaventano per ogni piccolo rumore, che potrebbe costare loro la vita. Con l’uomo non è una lotta ad armi pari, non esiste via di scampo; ha fucili sempre più precisi, ti vede perfino di notte e ti uccide o uccide la tua compagna o il tuo piccolo. E’ stato constatato che a causa di questo stress al quale l’animale è continuamente sottoposto, diverse specie cacciate si riproducono più in fretta e che la natura non è più in grado di autoregolarsi. L’uomo ha rubato sempre più spazio agli animali, vede gli animali come nemici da distruggere da combattere e non come amici da incontrare, conoscere e aiutare.
Chiamare chi ha un cuore. Una volta ho chiesto a un cacciatore che voleva uccidere il mio cane che passegiava a pochi metri da me nel bosco senza guinzaglio se aveva un cuore; mi ha guardato in faccia come stessi parlando un altra lingua e, incavolato nero, se n’è andato a casa senza dare risposta alla mia domanda, dicendomi che gli avevo rovinato la giornata. Molti giovani, molte persone amano gli animali, ma molti non sanno cosa succede nei boschi. Anche se vengono uccisi milioni di animali dai cacciatori, soltanto pochi hanno visto un cacciatore uccidere un animale. Tutto viene fatto di nascosto, tutto viene tenuto lontano da ogni sguardo; forse perché gli stessi cacciatori presagiscano che quello che stanno facendo non è giusto? Forse vogliono nascondere la sofferenza provocata dalla maggior parte delle loro fucilate, facendo agonizzare l’animale per ore per giornate prima di morire?
Solo il singolo può cambiare e portare al cambiamento. C’è bisogno dell’aiuto di tutti; non possiamo, all’ inizio del ventunesimo secolo, lasciare questo problema nelle mani di pochi, che rovinano il patrimonio di TUTTI che è la natura.
Chi è il peggior nemico degli animali? Prima di tutto è l’ideologia contro di loro, è l’indottrinamento fin dai primi anni d’età, che induce a favorire e giustificare ogni abuso e sofferenza usata nei confronti degli animali. Di conseguenza si afferma che solo gli uomini, nostri simili, sono degni di ricevere il nostro amore, NON GLI ANIMALI.
Questo è scritto nel catechismo della chiesa cattolica che viene insegnato ai bambini fin dai primi anni. Come sappiamo i primi anni d’età sono i più importanti per la formazione di una persona.
Nell’ultima edizione del catechismo cattolico si legge al numero 2417:
“Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine. E’ dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l’uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali, se rimangono entro limiti ragionevoli, sono pratiche moralmente accettabili, perché contribuiscono a curare o salvare vite umane.”
Così con questa ideologia vengono repressi tutti i sentimenti di partecipazione, di coinvolgimento, di pietà verso gli animali. I bambini non crescono con un concetto di rispetto e responsabilità verso la vita, non viene loro insegnato che tutto ciò che facciamo alla natura, alla “madre terra”, ricade su di noi, ma che tutto è permesso, tutto è stato messo a disposizione e ad uso e consumo dell’uomo. Così ci sono animali da allevamento, animali da compagnia, animali da cacciare, animali da laboratorio, tutto senza pensare alla immensa sofferenza che queste creature devono sopportare e subire.
Per questo la nostra associazione invita tutti gli amici degli animali a lasciare ufficialmente questa istituzione crudele, che non si è macchiata di sangue soltanto nei confronti degli animali, ma anche di milioni di uomini, basti pensare agli indiani, alle streghe, alla caccia agli eretici e a tutti i movimenti che si sono sviluppati al di fuori di essa e sono sempre stati perseguitati, calunnicati e infine sterminati. Anche al giorno d’oggi la cristianizzazione viene fatta in modo forzato: basti pensare che ognuno di noi è stato battezzato quando non era ancora in grado di decidere per sé e si trova così a fare automaticamente parte di un’istituzione che lo minaccia con lo spauracchio della dannazione eterna se osa voltarle le spalle o se non si attiene a tutti i suoi precetti di fede in parte completamente assurdi.
Il primo passo verso una società più civile è abolire la caccia che oggigiorno non è ormai più il solo mezzo di sopravvivenza, come è stata per alcuni popoli del passato. C’è una bella differenza se pensiamo a un indiano d’America che, con un piccolo arco, fabbricato con le proprie mani, uccideva un bisonte per sfamare la propria famiglia, che per rispetto verso la vita ringraziava Dio e la “Madre terra” per questo dono che gli permetteva di passare l’inverno gelido. E lo confrontiamo con le uccisioni di massa che vengono fatte dai nostri moderni cacciatori con il solo intento di divertirsi tra amici e di passare una giornata ad alti valori di adrenalina con la voglia di uccidere e veder cadere “un capo” sutto il proprio dominio. Poi, per mettere a tacere le coscienze, il prete, che tante volte è lui stesso un cacciatore, benedice tutto come un raccolto abbondante e ricco, “donato da Dio”
Sì, siamo contro la caccia e siamo vegetariani per scelta, perché pensiamo che l’uomo del futuro sarà un uomo che vive in unità e nel rispetto della vita che è nella natura, nell’animale. L’uomo per vivere ha bisogno della natura e l’uomo è una parte della natura e la natura ha bisogno dell’uomo, ma di un uomo positivo, un uomo che agisce e che si comporta in modo responsabile verso tutto ciò che lo circonda.
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