Stato e cacciatori contro un progetto ecologico

Usano un elicottero come espressione di dominio

Elicottero-terrore contro animali e uomini


Filmati e video per TV

Da circa sei anni è cominciato un progetto di protezione della natura portato avanti dagli agricoltori della zona di "Gut Greussenheim", nelle vicinanze di Würzburg, in collaborazione con la Fondazione Gabriele. Con l'aiuto di molti amici degli animali di tutto il mondo si sono aquistati dei terrenisui quali si trova ora probabilmente il più grande collegamento di biotopi d'europa: stagni, piantagioni di cespugli, boschi, biotopi in pietra. Molte specie di animali selvatici piccoli e grandi, ed uccelli di varie specie vi trovano rifugio.

Link klicca quì sotto
Filmati e video


Qui di sotto trovate la descrizione della situazione attuale e la lettera che hanno scritto gli agricoltori della fattoria.

Come potete vedere dalla lettera qui allegata, l’Ufficio amministrativo della Provincia di Würzburg (Landratsamt) ha di nuovo delle brutte intenzioni con i nostri animali.
Abbiamo scritto una lettera a tutti gli animalisti, che vi inviamo qui allegata in maniera che siate tutti informati della situazione attuale.
Continueremo a tenervi informati



Dr. Gert-Joachim Hetzel
97259 Gut Greußenheim

Cari Amici degli Animali,
l’anno scorso molti animalisti e amici degli animali in tutto il mondo hanno sostenuto gli agricoltori della Fattoria Gut Greußenheim nella loro lotta contro l’ordinanza di massacrare gli animali emanata dall’Ufficio per la Caccia dell’Amministrazione Provinciale di Würzburg che esigeva che venissero ammazzati 120 cinghiali sui terreni di appartenenza della Fattoria. Avevamo allora informato l’opinione pubblica del modo aggressivo di procedere da parte dei cacciatori e delle loro autorità presso l’Amministrazione Provinciale che venivano fermati soltanto dalla Corte Amministrativa Bavarese che decise che l’ordinanza dell’Ufficio per la Caccia era illecita.
Il 29.12.2005, come “regalo di Natale” offerto agli amici degli animali, il presidente dell’Ufficio per la caccia, il cacciatore Oswald Rumpel, annunciò - sul proprio organo di stampa, il giornale locale MAIN POST - nuove azioni contro gli animali e contro gli animalisti. Vi si leggeva che egli avrebbe nuovamente mobilitato un elicottero contro gli abitanti e gli animali della Fattoria Gut Greußenheim. Un’altra volta ancora si ha quindi l’intenzione di sperperare i soldi dei contribuenti, cosa particolarmente infelice dal momento che le casse dei comuni sono in deficit e che ci sono migliaia di persone che dopo il terrremoto nel Cashmir stanno morendo di fame perché lì non ci sono abbastanza elicotteri a disposizione. Con i soldi che qui si sperperano per annientare delle vite là si potrebbero salvare innumerevoli vite.
Appena la Corte Amministrativa Bavarese aveva pronunciata la propria decisione, ci si poteva immaginare che i cacciatori e le loro autorità non si sarebbero accontentati di essa. Sembrava che Oswald Rumpel non sopportasse la “sconfitta” , vale a dire la decisione di fare vivere gli animali, perché poco tempo dopo si capiva che la lobby dei cacciatori stava facendo il possibile per disturbare ancora di più e sempre più fortemente la pace fra gli uomini, la natura e gli animali della Fattoria Gut Greußenheim. Vi si aggiungeva il fatto che i coltivatori di Gut Greußenheim avevano fatto la richiesta che sul loro territorio non si potesse più cacciare nessun animale: in termini giuridici, che vi venisse sospesa la caccia. Questo fatto mise in allarme tutti i cacciatori in Germania. Infatti, con un tale divieto di caccia verrebbe smascherata la bugia sulla quale si basa tutta la caccia per passione e divertimento praticata in Germania, vale a dire l’affermazione che, per mantenere in equilibrio la creazione divina, sarebbe indispensabile ammazzare una parte della creazione. E’ovvio che chi è cacciatore per passione ha tutto l’interesse a impedire questo smascheramento. Di conseguenza l’Ufficio per la caccia del Landratsamt di Würzburg in prima istanza ha rifiutato la richiesta dei coltivatori di Gut Greußenheim in merito al divieto di caccia con motivazioni che non tengono in quanto le esperienze fatte in zone europe dove non viene praticata la caccia hanno dimostrato che gli animali e la natura sanno autoregolarsi: dove non si spara, la natura si trova in equilibrio.
Le argomentazioni usate da Rumpel sul giornale MAIN POST che gli fa da amplificatore sono alquanto errate e sfacciate: egli continua ad affermare che sul territorio di Gut Greußenheim ci sia il rischio di un’epidemia fra i cinghiali, benchè la Corte amministrativa Bavarese, l’anno scorso, avesse fermato le autorità della caccia proprio confutando questo punto.
È altrettanto falso e perfido il pretesto che gli animali siano troppi e che questi causino troppi danni. Nell’articolo pubblicato il 29.12.2005 si legge che, nella zona intorno a Gut Greußenheim, il numero dei cinghiali sia esploso negli ultimi due anni. Il numero dei cinghiali abbattuti nel giro di un anno che è salito da 79 a 254, invece, è proprio basso in paragone ad altre zone della Germania e della Baviera e addirittura alle zone di caccia vicine a Gut Greußenheim.
La Televisione Bavarese, per esempio, ha riferito recentemente, che nella vicina città di Lohr sul Meno vengono uccisi fino a 30 cinghiali al giorno, fino a 1600 all’anno (trasmissione “la Vita” del 17.11.2005). Questo è un numero sei volte più alto di quello della zona intorno a Gut Greußenheim . Quella città tuttavia non viene sorvolata da un elicottero, ma il ministro di stato bavarese Sinne, cacciatore lui stesso, favorisce queste azioni propagando una modifica delle disposizioni europee atta a favorire un’utilizzazione proficua dei cadaveri degli animali che vengono utilizzati da un’industria di carne per servire il mercato internazionale di gastronomia. Per questo fatto l’organizzazione animalista PETA ha esortato a partecipare alle manifestazioni contro l’uccisione massiccia dei cinghiali.
L’esempio citato prova anche il fatto che la popolazione dei cinghiali non aumenta, quando essi non vengono cacciati, bensí la caccia permanente, lo stress subito dagli animali e il fatto che essi vengono espressamente nutriti sono i fattori che fanno salire la popolazione. E se Rumpel parla dei danni che i cinghiali arrecherebbero all’agricoltura, egli volutamente tace sul fatto che i cacciatori per passione guadagnano delle somme molto più alte con la vendita degli animali abbattuti rispetto agli importi da pagare, dicono, per indennizzare gli agricoltori dei danni subiti.
Quindi i dati citati da Rumpel e dipinti come drammatici non giustificano le sue azioni. Questi dati perdono di significato ancora di più se si sa che malgrado tutti gli sforzi dei cacciatori e delle loro autorità non era possibile farli salire. Per incrementare il numero degli animali da abbattere l’Ufficio per la Caccia ha abolito espressamente il periodo di pausa per la caccia dei cinghiali nelle riserve di caccia confinanti con Gut Greußenheim e si è sparato addirittura alle femmine gravide. Si è arrivati ad un vero turismo dei cacciatori verso le riserve intorno a Gut Greußenheim e fra i cacciatori particolarmente appassionati girava la parola d’ordine: “si va a Greußenheim per abbattere le femmine dei cinghiali”. Per essere in grado di offrire un numero sufficiente di oggetti agli adepti delle compagnie dei massacri, si distribuiva mangime a volontà.
In questo modo sono state preparate le cifre di animali da abbattere che ora dovrebbero servire a Rumpel come pretesto. Il risultato triste di tutte queste brutte sparatorie sono stati molti animali feriti e morti dopo lunghe sofferenze. La struttura sociale vigente fra i cinghiali è stata distrutta brutalmente, benché ogni cacciatore serio sappia benissmo che proprio questo modo arbitrario di abbattere gli animali è uno dei motivi per cui la popolazione dei cinghiali sta crescendo in Germania.
I coltivatori diretti della Fattoria di Gut Greußenheim avevano ripetutamente ricordato alle autorità di caccia le conseguenze fatali di questi massacri, ma senza successo. Da quando l’Ufficio per la Caccia ha sostenuto espressamente il comportamento dei cacciatori riunitisi in una specie di “compagnia per i massacri” sospendendo il periodo di pausa della caccia, è da presumersi che le misure prese siano state concordate fra gli associati fuori e dentro l’Ufficio per la Caccia. A quanto pare, ci si aspetta inoltre che grazie agli spari lungo i confini di Gut Greußenheim gli animali si potessero rifugiare sui terreni di Gut Greußenheim. L’anno scorso i voli dell’elicottero erano stati preceduti da sparatorie particolarmente brutali per alcuni giorni lungo i confini di Gut Greußenheim – forse per poter poi filmare un numero più grande di animali?
Se quindi è riconosciuto il fatto che il numero dei cinghiali è fortemente aumentato in tutta la Germania negli anni passati, se in tutta la Germania si denunciano i “danni” arrecati all’agricoltura e se nella zona circostante a Gut Greußenheim esiste comprovatamente un numero alto di cinghiali, perché mai si insiste con tutti i mezzi affinché proprio gli animali di Gut Greußenheim vengano definiti come pericolosi per l’uomo per cui debbano essere massacrati?
Perché qui si è scelta una via diversa per come trattare gli animali e la natura. Si vuole Tutto mira a diffamare la pacifica coesistenza fra gli uomini e gli animali. Si tratta di definire come comportamento morale l’annientare gli animali e come immorale l’avere rispetto della loro vita. La lobby dei cacciatori non risparmia neanche i mezzi più dubbiosi per mantenere in piedi quest’ipocrisia. Il fatto che nel caso di
Gut Greußenheim
essi vengano sostenuti oltre tutto dalle chiese ufficiali – che secondo la tradizione delle messe in onore di San Umberto fanno causa comune con i cacciatori – e in modo particolare da due cacciatori per passione che hanno un senso di missione religiosa non rende migliore la faccenda, bensi dimostra che il procedimento dei cacciatori e delle autorità con le loro disposizioni di uccidere corrispondono alle istruzioni della chiesa cattolica (vedi Neuner-Roos: Der Glaube der Kirche in den Urkunden der Lehrverküdnigung - La fede della Chiesa nei documenti degli insegnamenti, p. 256 ed. tedesca) e alle parole radicali di incitamento alla lotta pronunciate da Martino Lutero. Che il versamento del sangue degli animali serva agli uomini è - per l’appunto – un’affermazione che non resiste davanti alla verità. Ecco il motivo per cui coloro che, per il bene degli animali, contestano questa bugia vengono combattuti con tutti i mezzi da parte dei nemici degli animali di tutti i campi.
Il nostro avvocato si è rivolto al Landratsamt di Würzburg per ricusare il cacciatore Oswald Rumpel per parte presa. Inoltre chiede di sapere quali sono i progetti delle autorità rivolti contro le persone e gli animali. Appena ne sapremo di più, passeremo le informazioni a tutti i nostri amici nel mondo.

(Le attualità in lingua tedesca si trovano al sito internet: www.lusttoeter.de).
Per gli agricoltori di Gut Greußenheim

Gert-Joachim Hetzel


L’ ELICOTTERO CON LA FOTOCAMERA AD INFRAROSSI

Le autorità per la caccia della giurisdizione di Wuerzburg (Germania) hanno impiegato un elicottero con fotocamera ad infrarossi violando la privacy dei proprietari di un’azienda agraria per dimostrare quanti cinghiali si trovassero sul loro terreno. Prima dell’incursione, il funzionario competente aveva diffuso pubblicamente delle cifre che si basavano semplicemente su delle supposizioni. Dopo un volo a bassa quota della durata di due ore sopra la fattoria e i campi, prati e boschi circostanti, le autorità diffusero di nuovo altre cifre, comunque molto più basse delle loro precedenti supposizioni, in grado, tuttavia, di impressionare ancora dei profani.

Cosa aveva scoperto l’autorità per la caccia dall’elicottero con la fotocamera ad infrarossi?
La fotocamera ad infrarossi segna tutte le fonti di calore evidenziandole come punti luminosi, non importa se appartengono a uomini, animali, apparecchi elettrici o altre fonti di calore.
Due cacciatori dell’autorità per la caccia hanno visto questi puntini luminosi e identificati senza indugio come cinghiali. Tuttavia, anche queste erano semplicemente supposizioni perché sul territorio dove era passato l’elicottero si trovavano oltre ad alcuni cinghiali anche lepri, cerbiatti, uomini e soprattutto molti bovini e pecore. Tutti sono stati conteggiati semplicemente come cinghiali, e perciò queste cifre non sono altro che supposizioni senza valore.
I cacciatori appassionati evidentemente non vogliono comprendere che nell’azienda agraria di cui si tratta vivono e vengono curati animali salvati da allevamenti inadeguati e malridotti, o che sono stati comprati da amici degli animali di tutto il mondo, per salvarli dalla morte per mano dei macellai. Questi animali possono muoversi liberamente su pascoli spaziosi che non consistono soltanto di prati, ma anche di ampi spazi coperti di boschi. Là trovano protezione non soltanto da pioggia, vento e freddo, ma soprattutto dai raggi del sole che stanno diventando sempre più dannosi, in particolar modo dai pericolosi raggi UV. Il fatto che ci si curi del benessere degli animali, sembra entrare con difficoltà nella testa di chi vede negli animali solo l’oggetto del proprio piacere oppure un mezzo per ottenere profitti personali.


I contadini difendono gli animali in pericolo

Spettabile Ufficio della Circoscrizione Territoriale di Würzburg
Reparto Autorità preposte alla caccia
Zeppelinstrasse, 15
97974 Würzburg

In nome e con procura della fattoria:

1. Gut Greußenheim GmbH & Co. Betriebs-KG
97259 Greußenheim

Domanda di consenso alla sospensione della caccia nella riserva di proprietà della fattoria Gut Greußenheim per una durata di 10 anni

M o t i v a z i o n i

A. I Richiedenti

La richiedente di cui al punto 1. è proprietaria dei territori appartenenti alla riserva di caccia Gut Greußenheim.
I richiedenti di cui ai punti 2. e 3. sono gli amministratori unici della Gut Greußenheim GmbH. I richiedenti di cui ai punti 4., 5. e 6. sono i soci che hanno la maggioranza nella KG e allo stesso tempo i titolari della richiedente di cui al punto 1.

Tutti i soci abitano e lavorano alla fattoria Gut Greußenheim e, per conto della richiedente di cui al numero 1., praticano, nei terreni attigui alla loro fattoria, un’agricoltura ecologica nonché il rimboschimento e il risanamento di boschi. In collaborazione con una Fondazione, finalizzata alla protezione di natura e animali, vengono portati avanti anche progetti di sviluppo di tipo agricolo-culturale di vario genere, ad esempio vengono costruiti biotopi umidi, vengono piantate siepi e isole di alberi. L’agricoltura ecologica comprende la produzione di cereali e coltivazione di frutta e verdura e avviene senza allevamento di bestiame a scopi agricoli. Nel contesto di una pensione per animali, vengono curati animali da pascolo che non vengono né portati al macello, né uccisi in altro modo.

B. L’aspetto etico

I responsabili della fattoria ritengono la loro conduzione aziendale un’“agricoltura pacifica” in cui è praticata l’unità tra uomo, natura e animali. In questo modo di vivere e lavorare, essi si rifanno agli insegnamenti della comunità di fede Vita Universale, che si riallaccia al Cristianesimo Originario e che è convinta che Dio parli di nuovo nei nostri giorni per bocca profetica, ciò che avviene, fra l’altro, nella rivelazione “Questa è la Mia Parola”, in cui sta scritto: “Percepite il collegamento con ogni creatura e con tutte le pietre e le piante, e proteggete la vita che vi è stata affidata… Non uccidete mai un animale per il vostro uso personale. Vedete come la natura, la vita della creazione, provvede per voi. I frutti dei campi, degli orti e dei boschi dovrebbero bastarvi…” (pag. 187)

Forti di questa convinzione, i richiedenti rifiutano anche la caccia.

Essi hanno esposto la loro posizione in merito come segue e hanno chiesto ai sottoscritti (ai firmatari di questo documento) di presentare questo testo come motivazione della presente richiesta:

“Siamo cristiani seguaci del Nazareno. Conduciamo un’azienda agricola secondo i principi dell’agricoltura biologica e di un comportamento pacifico nei confronti della natura e degli animali.

Circa 10 anni fa, abbiamo costatato che alcuni cacciatori dei terreni confinanti oltrepassavano continuamente i confini della nostra proprietà esercitando una caccia abusiva. Abbiamo provveduto a porre fine a ciò, anche con l’aiuto delle autorità preposte. Da allora, da parte di alcuni cacciatori, è in corso una campagna intensiva contro la nostra azienda agricola, con lo scopo dichiarato di poter sparare di nuovo nel nostro territorio.

Negli anni successivi, abbiamo osservato che questi cacciatori adescavano nelle loro riserve di caccia un numero sempre maggiore di cinghiali, abbattendo soprattutto grossi maschi e femmine adulti, installando mangiatoie stracolme di foraggio. Come conseguenza di ciò, interi gruppi di animali giovani, privi di un capo branco, percorrevano in lungo e in largo i boschi. Da alcuni anni, nelle riserve di caccia dei vicini si verificano nascite di cinghiali non solo in primavera, come avviene di solito, ma tutto l’anno spuntano cinghiali femmine, anche molto giovani, con molti piccoli cinghialini al seguito. Nelle zone di caccia circostanti la nostra riserva, gli animali si moltiplicano in continuazione a causa di questa distruzione della loro struttura sociale.
Sul territorio di nostra proprietà, dove gli animali vengono trattati secondo la loro natura, il contingente di animali è rimasto immutato da anni; non si è verificata una forte crescita demografica, come invece è accaduto nelle riserve attigue alla nostra. Ai confini delle riserve di caccia, i cacciatori del vicinato, soprattutto il cacciatore Norbert Gram, hanno provveduto a far sì che gli animali del loro settore incominciassero a rifugiarsi nel nostro territorio, poiché qui non hanno luogo le sparatorie dilettantistiche e sconsiderate.
A poco a poco, si andò delineando anche la strategia di questi sparatori, che trovarono un ulteriore portavoce nel cacciatore di Greußenheim Dr. Lehmann-Tolkmitt: con l’allettamento del cibo, gli animali dovrebbero essere dapprima attirati dalle zone adiacenti, per poi essere spinti, con continue sparatorie, ad insediarsi nella riserva (di caccia) della fattoria Gut Greußenheim. Sparando in continuazione direttamente ai confini della riserva di caccia – Norbert Gram, ad esempio, gestisce almeno due appostamenti fissi e tre o quattro mobili direttamente ai confini delle zone di caccia – così facendo, si vorrebbe impedire agli animali, che avevano cercato rifugio da noi, di ritornare nei loro territori d’origine.

Le autorità competenti furono ripetutamente informate dagli incaricati della nostra azienda circa questi sviluppi e delle conseguenze che avrebbero potuto derivarne. Si denunciò l’esistenza delle mangiatoie e anche delle continue sparatorie dilettantistiche ad ogni ora del giorno e della notte, senza ottenere che le suddette autorità intervenissero. Al contrario, diffondendo opinioni non vere, s’iniziò a dare la colpa all’incaricato, locatario della riserva della fattoria Gut Greußenheim, dell’incremento della popolazione dei cinghiali,. Su “base volontaria” si presero accordi con i cacciatori del vicinato affinché intervenissero ancora più pesantemente contro gli animali, di quanto non avessero fatto fino allora, sparando in continuazione e affinché, in questo modo, altri animali fossero spinti a rifugiarsi nella riserva di Gut Greußenheim. Con l’aiuto di recinti elettrici siamo riusciti ad impedire questo almeno in parte, senza tuttavia che le autorità competenti si siano degnate di prendere nota dei nostri sforzi.

Infine, è stato posto un ultimatum all’incaricato di Gut Greußenheim: abbattere 18 animali al mese per sette mesi. Ciò avrebbe significato un massacro, un’esecuzione e un totale sterminio. Inoltre, i cinghiali spesso si soffermano in boschi frequentati anche da un gran numero di animali da pascolo appartenenti alla nostra azienda, il che, grazie a un nostro rappresentante, è ben noto alle autorità preposte alla caccia. Il contingente a cui sparare, come ogni esperto ben sa, non è assolutamente realizzabile nella pratica. Ciò può avere solo lo scopo seguente: siccome questa condizione impostaci non può essere realizzata, essa è solo un pretesto per giustificare il prossimo passo e cioè mandare cacciatori estranei nel nostro territorio. Fra i cacciatori dei territori confinanti con il nostro ve ne sono alcuni che, col loro comportamento, dando da mangiare agli animali e sparando in continuazione, li hanno spinti nella nostra riserva. Con una caccia persistente effettuata ai confini, hanno impedito agli animali di ritornare nei loro territori d’origine. Ora, alle stesse persone sembra venga fornito un pretesto per continuare con le loro sparatorie nel nostro settore.
La vera e propria motivazione di fondo dell’intera faccenda, tuttavia, viene resa manifesta dalla figura principale nella persona di Norbert Gram che, nella cerchia dei cacciatori, viene descritto come uno sparatore ad oltranza e collerico. Gram si ritiene il rappresentante degli interessi della Chiesa, per la quale conduce una guerra di fede contro gli agricoltori amanti della pace della fattoria Gut Greußenheim. Ciò lo ha dimostrato con manifesti provocatori contro la fede degli agricoltori della fattoria Gut Greußenheim, manifesti che da anni porta in giro ben in vista nella sua auto ed appende davanti a casa sua.
Sullo sfondo della mancanza di libertà di religione che, com’è noto, regna nel nostro paese (Germania), non c’è da meravigliarsi se Gram e il suo compagno, sostenitore della stessa ideologia, il Dr. Lehmann-Tolkmitt, con la loro agitazione, contraria ad ogni buon senso e ad ogni conoscenza della biologia, trovino una risonanza positiva presso le autorità. Detto con un’immagine, il governo in tutto ciò è il bastone; la mano che impugna il bastone è l’istituzione ecclesiastica. La Chiesa ora alza il bastone contro coloro che escono dalla Chiesa, a essere colpiti sono gli animali.

Essenzialmente, l’azione viene giustificata con il pretesto che ci sarebbero troppi cinghiali, per cui potrebbero verificarsi dei pericoli che potrebbero essere scongiurati solo abbattendoli. Questa è l’argomentazione che si sente spesso fare dai cacciatori, ossia che l’equilibrio nella natura debba essere raggiunto per mano degli uccisori di animali, i cacciatori. Questa argomentazione è spesso accettata, senza una critica, dai vari enti statali. Tuttavia, i sostenitori di questo comportamento, col loro assassinio di animali, si sbagliano. Questo comportamento corrisponde alla fede ecclesiastica, nemica degli animali. Chi, tuttavia, apprezza la vita, sostiene la natura in modo tale che essa possa regolare da sola la vita nel regno animale e vegetale.

Noi siamo cristiani, seguaci del Nazareno. I cristiani credono che Dio è la vita nella natura e negli animali e, quindi, anche l’equilibrio della vita in tutta la natura. Se non fosse così, Gesù di Nazareth avrebbe disposto l’uccisione di animali e il maltrattamento del pianeta terra. Chi obietta, tirando in ballo l’affermazione della Chiesa, secondo cui Dio avrebbe ordinato: “Sottomettete la terra”, non tiene conto del fatto che se Dio, con quest’affermazione avesse inteso ciò, come le istituzioni ecclesiastiche proclamano, l’uomo dovrebbe essere in grado di fare in modo che sui campi cresca così tanto, da eliminare la fame su tutta la terra. L’uomo, a cui si presuppone sia stato dato da Dio il potere di amministrare la terra, dovrebbe essere in grado di dirigere i flutti, di domare gli incendi, di comandare alle tempeste e ai terremoti, di manovrare le stagioni, di influenzare il cambiamento stagionale della pelliccia degli animali e molte altre cose. O dovrebbe forse Dio essere soddisfatto che i cacciatori massacrino, in modo subdolo, le sue creature e che l’uomo sfrutti la terra? Un Dio triste, che dipenderebbe dall’aiuto degli uomini, parlando dei quali, il primo presidente della repubblica tedesca, prof. dott. Theodor Heuss, disse: “La caccia è solo un modo codardo di descrivere l’assassinio particolarmente vile perpetrato contro creature senza scampo. La caccia è una forma secondaria di malattia mentale.“
Noi cristiani al seguito del Nazareno ci basiamo sulla Sua affermazione e sulle affermazioni dei grandi profeti del Vecchio Testamento. Il Profeta Isaia ha spiegato che chi macella un bue è da considerare alla pari di chi uccide un uomo (Isaia 66,3). L’assassinio degli animali è, quindi, messo sullo stesso piano dell’assassinio degli uomini. Il Profeta Osea insegnò che Dio, il Signore, aborrisce le immolazioni di animali e il consumo di carne da parte degli uomini.

Gerolamo, che nel quarto secolo dopo Cristo, su istruzioni del Papa, ha rielaborato la Bibbia e che, probabilmente, era il miglior conoscitore dei racconti tramandati in quel tempo su Gesù di Nazareth, disse: “Il consumo di carne animale era sconosciuto fino al tempo del diluvio universale. Ma dal diluvio universale in poi ci siamo riempiti la bocca con le fibre e gli umori maleodoranti della carne animale… Gesù Cristo, che venne sulla terra quando i tempi erano maturi, ha ricollegato la fine con l’inizio, cosicché ora non ci è più permesso di mangiar carne.”

Gesù, il Cristo, si è quindi espresso chiaramente contro l’uccisione di uomini e animali e questo lo fa di nuovo nella nostra epoca tramite bocca profetica, fra l’altro nella grande rivelazione “Questa è la Mia Parola, Alfa ed Omega, il vangelo di Gesù, la rivelazione di Cristo, che nel frattempo i veri Cristiani in tutto il mondo conoscono.”

Come Cristiani delle Origini, noi apprezziamo i Comandamenti di Dio e gli insegnamenti del grande Pacifista e Redentore, Gesù, il Cristo. I veri cristiani sono contro l’uccisione intenzionale di uomini, di animali e della distruzione della natura. Noi crediamo al grande Creatore della vita, che mette in grado la natura di regolare se stessa, se noi uomini glielo permettiamo.

La nostra fede ci chiede di proteggere e conservare la vita. In base alla nostra fede, inoltriamo la richiesta che nei territori di nostra proprietà sia sospesa la caccia e che, per un periodo di 10 anni, ci venga data la possibilità di dimostrare che la natura si regola da sola, secondo le Leggi naturali divine. Questa conoscenza, che si basa sulla certezza della nostra fede, viene seriamente confermata anche da studiosi di scienze naturali, poiché dovunque l’uomo ha lasciato la natura in pace, essa si è regolata da sola, così come è anche in grado, senza l’intervento dell’uomo, di far sorgere il sole e la luna, di portare pioggia e vento, di mutare in tempo la pelliccia degli animali o di indirizzare gli uccelli migratori e i pesci nelle traiettorie giuste.
Gli animali che popolano le nostre riserve saranno affidate alle cure mediche regolari di un veterinario qualificato e obiettivo, che non sottostà alle direttive della mancanza di libertà di religione delle autorità statali. Ci aspettiamo inoltre, però, che anche le autorità preposte alla caccia facciano sì che i cacciatori autorizzati non continuino ad esercitare la loro caccia aggressiva ai nostri confini, bensì si comportino come ci si aspetta da cacciatori responsabili.
Che l’assassinio degli animali non funzioni quale meccanismo di regolazione della natura, lo dimostrano oggigiorno innumerevoli relazioni sullo sviluppo della popolazione dei cinghiali. Laddove si spara maggiormente e ci si intromette nelle strutture sociali naturali, regna il caos più grande e la maggior crescita demografica. Chi pratica l’uccisione come hobby, in base alle credenze ecclesiastiche nemiche degli animali, nega a Dio la capacità di ordinare la creazione divina e alla natura la capacità di autoregolarsi. Chi crede a Gesù, il Cristo, crede che Dio è la vita in tutte le creature e non ha bisogno dell’aiuto dell’assassinio selettivo dei cacciatori, per ordinare la Sua creazione. Costui sarà d’accordo, quindi, con questa richiesta e darà ai Cristiani delle Origini la possibilità di dimostrare che gli insegnamenti del grande Pacifista e Redentore, Gesù Cristo, sono la Verità.”





Firmato: (Firma dei Richiedenti)


Immagine simbolo della terra pacifica


(C) 2007 - tutti i diritti sono riservati

Stampa la pagina