La cattura di Jurka e la campagna JURKA LIBERA

Questa era la libertà che ora l'uomo le ha tolto.


Per informarti leggi l'articolo su Repubblica

Leggi l'articolo su Repubblica che parla della cattura di Jurka.


La sofferenza di un orso in carcere


Incontro con il Presidente della Provincia Dellai

Consegnate 20.000 firme raccolte in poco più di un mese.

Il Presidente Dellai non aveva mai tempo per accoglierci.
Lettera aperta pubblicata su tutti i quotidiani trentini.

Finalmente il tanto atteso incontro con Dellai è arrivato.

Purtroppo ha completamente distrutto le timide speranze che avevamo per Jurka...
lei libera, per Dellai, non lo sarà più!

Leggi il comunicato stampa scritto dopo l'incontro con il Presidente Dellai

Leggi i punti che sono stati portati all'incontro


Indagini legali: Jurka ha subito maltrattamenti

Leggi la lettera inviata al Tribunale di Trento


Ore 7.45 del 13 ottobre 2007 Jurka narcotizzata


Jurka è stata narcotizzata e poi sterilizzata.

Ancora una volta Jurka deve subire una violenza senza potersi difendere.
L'uomo si permette d'intervenire, a piacimento, modificando l'animale a suo uso e consumo, come fosse un giocattolo o una cavia da laboratorio.
Se il nostro Presidente, Marcello Dell'Eva, non fosse andato, quel mattino presto, a trovare Jurka, munito di una videocamera, nessuno probabilmente avrebbe saputo, cosa ha dovuto sopportare, di nuovo, Jurka.

Guarda il breve filmato che testimonia la narcotizzazione di Jurka


Il parere autorevole del Prof. Carlo Consiglio

SULLA STERILIZZAZIONE DELL'ORSA JURKA

La sterilizzazione dell'orsa Jurka, avvenuta il 13 ottobre a San Romedio
nel Trentino, suscita gravi perplessità. Per eseguire l'operazione l'orsa è
stata anestetizzata, il che le ha certamente causato un grave disturbo.

Tenendo presente che, a quanto mi viene riferito, l'orsa è stata
anestetizzata per ben cinque volte in tre mesi e mezzo, si può addirittura
ipotizzare il reato di maltrattamento.
Inoltre, una sterilizzazione di un animale selvaggio (e non di un orso da circo) sarebbe giustificabile solo nel caso che gli orsi fossero in numero eccessivo, ma, se così fosse,
non si comprenderebbe come mai vengano importati orsi dalla Slovenia.

Ma, anche nel caso che la sterilizzazione fosse veramente necessaria,
si sarebbe potuto ricorrere alla telecontraccezione, che non richiede
la cattura dell'animale ed è reversibile.

Il recinto di San Romedio è veramente minuscolo ed anche
il tenere in un recinto così piccolo un animale abituato a percorrere molti
chilometri è incompatibile con la natura di un orso, causa un'assenza di
stimoli necessari all'animale per svolgere i suoi modelli comportamentali e
potrebbe quindi configurare, anche per questo, il reato di maltrattamento.

Prof. Carlo Consiglio
Già ordinario di Zoologia nell'Università di Roma "La Sapienza"


Corriere della Sera. Domenica 9 dicembre 2007

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18 Febbraio: incontro con Pecoraro Scanio

Una delegazione del Movimento vegetariano No alla Caccia si è incontrata con il Ministro Pecoraro Scanio.

Il presidente Dellai, non aveva l'autorizzazione da parte del Ministero, alla reclusione di Jurka nella "fossa di San Romedio".

Anche per quanto riguarda la sua sterilizzazione, il Ministero non ne era a conoscenza.

Leggi il riscontro dell'incontro

Comunicato sottoscritto da varie Associazioni che è stato consegnato al Ministro


Petizione "Jurka Libera" Raccolte 20.000 firme

La prima fase raccolta firme per il momento è conclusa.
In poco più di un mese sono state raccolte 20.000 firme,
che saranno consegnate al Presidente del Trentino Dellai
e al Ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio.

Petizione raccolta firme per Jurka


Annusa continuamente la libertà oltre il recinto


Jurka personaggio dell'anno 2007

Jurka è diventata personaggio dell'anno 2007, ottenendo il 44% dei voti, nel sondaggio indetto dal quotidiano "Trentino".

Per quest'occasione, un giornalista del quotidiano "Trentino", ha simulato un'intervista a Jurka, che potete leggere sotto.

Sotto troverete anche la nostra risposta, che è stata pubblicata sullo stasso giornale, in quanto non potevamo tacere all'insinuazione fatta, dal giornalista, che noi avremmo strumentalizzato e usato Jurka, nella nostra fiaccolata del 22 dicembre.

In quell'occasione, abbiamo ricordato anche la sofferenza di tutti gli animali che soffrono rinchiusi in gabbie, per poi venire brutalmente uccisi in nome delle tradizioni religiose e
per soddisfare il gusto del palato umano.

Intervista simulata, da un giornalista, a Jurka.

La nostra risposta.


Recinto di Jurka 30x50m.


Prima lettera al Presidente Dellai

25.07.2007

Comunicato stampa

Lettera aperta al Presidente della Provincia Dellai

L’uomo e l’orso

Trentino. Da circa dieci anni è stato realizzato un progetto di reintegrazione degli orsi nelle Alpi del Trentino – chiamato Life Ursus – finanziato in parte dall’Unione Europea, con l’introduzione di 9 orsi prelevati dalla Slovenia. Nel corso di 6 anni da 13 cucciolate sono nati 27 piccoli. Jurka, una delle 6 femmine, ne ha messi al mondo 5.
(Fonte: La Repubblica, 29 giugno 2007).
Uno dei nuovi orsi nati era JJ1, divenuto purtroppo famoso con il suo abbattimento in Baviera.
Il 29 giugno Jurka è stata catturata e messa in un recinto nel Santuario di San Romedio in Val di Non. La cattura è stata, come sempre, giustificata con il pretesto che Jurka avrebbe avuto un’eccessiva confidenza con l’uomo e avrebbe causato diversi danni per procurarsi cibo, rovinando alverari, rovesciando cassonetti delle immondizie e rubando una pecora e alcune galline, avvicinandosi così troppo ai centri abitati (che a volte sono in realtà rifugi di montagna che hanno invaso il suo spazio vitale naturale).
Jurka e gli altri orsi non si sono mai dimostrati aggressivi nei confronti dell’uomo, né quindi pericolosi.
Gli orsi sono una specie protetta in modo particolare ai sensi dell’articolo della legge nr. 157/1992 che ne vieta la cattura e la detenzione.

Alla luce di questi due fatti si deve constatare che il progetto Life Ursus, presenta molte lacune:

*Il territorio è completamente invaso da attività umane (piste da sci, percorsi turistici, baite o ville in alta quota, sport di montagna aperti al turismo di massa).

*La maggior parte della popolazione non è disposta a convivere con questi animali, come era in passato.

*La popolazione non è stata sufficientemente preparata a cooperare con il progetto e i fatti lo dimostrano. La preparazione dovrebbe naturalmente coinvolgere anche gli stati vicini, nei quali gli orsi potrebbero sconfinare con il loro spostamenti (come nel caso di JJ1).

*Il progetto sta dimostrando di non riuscire a salvaguardare i diritti degli animali.



Chiediamo la formazione di una commissione esterna al progetto, in grado di valutare la situazione, con la partecipazione di rappresentanti di associazioni animaliste, con lo scopo di valutare se:

*E’ ancora possibile realizzare il progetto Life Ursus?

*Se sì, come si intende procedere? Come si possono creare spazi vitali per gli orsi, in modo che non vengano disturbati dall’uomo?

*Come educare la popolazione alla convivenza con l’orso?

*Cosa succederà quando gli orsi avranno raggiunto il numero di 50 esemplari stabilito dal progetto Life Ursus? Come verranno contenute le nascite? (Si permetterà di nuovo l’intervento dell’uomo con il fucile?)

*Se non è possibile realizzare il progetto, cosa si può fare con gli orsi attualmente presenti sul territorio?

A nostro avviso, non esistono “orsi problematici”, bensì problemi creati dall’uomo e che solo lui può risolvere, ma non a spese degli animali, della loro libertà e della loro incolumità.

Chiediamo inoltre l’immediata liberazione di Jurka con le dovute precauzioni di controllo.
Non si può accettare che un animale protetto venga privato della libertà, nemmeno con le motivazioni presentate in un comunicato di Life Ursus, nel quale si approva la cattura di un orso per non rischiare il fallimento dell’intero progetto.

La società civile non può accettare che un animale selvatico abituato a vivere in libertà possa essere rinchiuso in gabbia, per la sola colpa di essere un orso e di comportarsi come tale.

E’ importante agire con estrema urgenza in modo che Jurka non rischi di subire danni irreparabili fisici e psichici in quanto il recinto in cui si trova al momento è stato definito inadeguato a ospitare orsi nati anche in cattività. (30x 50 metri poco più di una gabbia)





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Scrivi la tua lettera di protesta a questi indirizzi:

Sotto alcune delle lettere che sono state inviate al Presidente Dellai
e alcune di loro pubblicate sui giornali.

Giornale trento@trentinocorrierealpi.it
Giornale p.giovanetti@ladige.it
Presidente del Trentino
Lorenzo Dellai lorenzo.dellai@provincia.tn.it
Ministro Pecoraro Scanio a.pecoraroscanio@verdi.it
Progetto orso orso@pnab.it
Projekt Life Ursus lifeursus@pnab.it
Claudio Groff claudio.groff@provincia.tn.it
Consiglio Provincia Trento info@consiglio.provincia.tn.it
Zanon Ettore Prov.Trento ZanonE@consiglio.provincia.tn.it



Seconda lettera al Presidente Dellai

06.08.2007

Egregio Sig. Presidente Dellai,

la nostra associazione, che è un’associazione senza scopo di lucro fondata e tenuta in vita da volontari che si impegnano a salvaguardare i diritti degli animali, Le ha scritto una lettera alcune settimane fa - precisamente il 25 luglio - cercando di sensibilizzarla riguardo alla gravità del “problema”, come viene definito, di Jurka.
Fino ad oggi non abbiamo ricevuto risposta a questa lettera; non ne sappiamo il motivo, anche se alcune supposizioni le abbiamo fatte.
Probabilmente si sta solo aspettando che le acquee si plachino, a scapito però di Jurka che si trova ancora nella sua buca di 30x50 metri a S. Romedio; tanto, probabilmente si pensa, è solo un animale.
E’ questo che ci viene insegnato dalla religione fin da piccoli e presumiamo che anche Lei , come lo sono molti, sia un cattolico e probabilmente, come si dice comunemente, un cattolico praticante, come lo sono del resto quasi tutti i politici.
Probabilmente sa anche che per questa religione gli animali sono privi di anima e che quindi, per questa religione gli animali possono venir utilizzati dall’uomo per cibarsene, per fare esperimenti nei laboratori, per lo svago nel tempo libero, per la caccia e così via.
Se è così, probabilmente ha acquisito anche Lei questa visione del rapporto tra l’uomo e l’animale; possiamo pertanto capire che per Lei non sia così importante rispondere a una lettera di un’associazione di “animalisti” che, come si sa, esagerano sempre.

I popoli e gli uomini che vivono a contatto con la natura chiamano la natura “Madre Terra”, chiamano l’orso “Fratello orso” e l’albero “Fratello albero”, ma probabilmente per Lei questi popoli sono troppo “primitivi” per prenderli come esempio.
Comunque, anche nel luogo dove ora si trova Jurka, vivono dei religiosi che si rifanno all’esempio di Francesco d’Assisi; anche lui chiamava il sole “Fratello sole” e la luna “Sorella luna”. Si dice che comunicasse con gli animali, in particolare con gli uccelli, e viene spesso preso come esempio per la sua sensibilità e per il suo rispetto verso tutte le forme di vita.
Contrariamente, questi religiosi hanno tenuto prigionieri gli orsi, usandoli come attrazione per i pellegrini e oggi si prestano di nuovo a tenere in prigionia un animale, Jurka.

Anche Gesù, al quale si rifanno anche i cattolici, ha difeso in vari episodi gli animali, per esempio liberando gli uccelli in gabbia che si trovavano nel tempio, cercando di far capire al padrone di un cavallo, che lo stava bastonando, che l’aveva caricato di un peso troppo grande per lui, ecc.
Perché, allora uomini, che dicono di seguire l’esempio di Gesù o di Francesco d’Assisi si comportano senza rispetto per la libertà degli animali?

La nostra associazione non abbandonerà Jurka; per quanto le sarà possibile, conferirà una voce alla sua sofferenza.
Faremo il possibile, affinché sempre più persone, e non solo in Italia, vengano a sapere come si sono comportate le autorità trentine verso questa povera orsa, definendola “problematica”.

Egregio Sig. Presidente Dellai, probabilmente, come del resto tutti i politici, anche Lei sarà andato in vacanza in questo periodo, lasciando in sospeso questa vicenda che ha mosso gran parte dell’opinione pubblica trentina e non solo.
Probabilmente anche questa seconda lettera, non riceverà una risposta, nemmeno dopo le vacanze. Comunque neanche questo ci scoraggerà, anzi…

Vogliamo concludere, malgrado tutto, appellandoci al Suo cuore, dato che in fondo anche i politici ne hanno uno.
Si prenda un po’ di tempo, vada a trovare Jurka da solo, la osservi, e lasci che entri in lei una parte di quest’Essere che noi uomini abbiamo chiamato Jurka.
Forse Jurka Le dirà:
“Uomo, non sono arrabbiata con te, anche se tu, come rappresentante degli uomini, mi hai rinchiusa qui dentro, privandomi del dono più grande che possedevo, la libertà.
Noi animali non siamo vendicativi, come spesso lo siete voi uomini.
Una cosa solo non capisco: perché l’hai fatto?
Ero una brava mamma, mi sono presa cura dei miei piccoli, cercando di non far loro mancare nulla. Mi sono perfino adattata al luogo dove voi uomini mi avete portata.
Ti prego, liberami; non riuscirete mai a farmi dimenticare la libertà che avevo e che ora, non so per quale ragione, mi avete tolto”.


Cordiali saluti.


Jurka ci guarda chiedendoci aiuto


Di Antonio Russi Presidente di ENPA Rovereto

Lettera aperta al Presidente della Provincia Dellai.

Gentile Presidente Dellai,

Siamo lieti di leggere una sua risposta alle numerose mail e lettere inviate ai giornali dai sempre più numerosi cittadini che s’interrogano sulla sorte di Jurka e su numerosi aspetti della vicenda.
Come Ente nazionale protezione animali, pur non avendo alcun dubbio sull’onestà del Vostro lavoro, siamo altrettanto convinti che le cose potevano andare diversamente. Purtroppo, in questo come in migliaia d’altri casi, a pagare gli errori degli uomini sono sempre gli animali, da sempre utilizzati anziché essere studiati, compresi e rispettati: questo succede in molti progetti scientifici. Ma veniamo nello specifico.
Anzitutto, la sostenibilità e le ripercussioni di un simile progetto sono state sottovalutate: gli orsi sono animali selvatici, ed è nel loro comportamento naturale compiere quelle che noi definiamo “scorribande” ma che in realtà rappresentano un modo come un altro di procacciarsi il cibo.
Probabilmente, questi episodi hanno portato, per una “risoluzione veloce” del problema, ad una cattura: senza alcun monitoraggio, senza che l’orsa fosse munita preventivamente di un radiocollare e senza – a nostro avviso – uno studio complessivo finalizzato ad una diversa soluzione che avrebbe certamente portato ad una pacifica convivenza tra la popolazione e gli orsi – come avviene in altre Regioni italiane.

Anche per quanto riguarda l’aspetto educativo e della sensibilizzazione, era possibile intervenire con più decisione e con un impegno certamente maggiore, e non solo nei riguardi della popolazione residente: riteniamo gravissime le dichiarazioni rilasciate da alcuni sindaci, che hanno minacciato di uccidere Jurka.
Ci auguriamo che la Provincia abbia perlomeno richiesto dei chiarimenti e informato questi pubblici amministratori che l’orso è un animale particolarmente protetto dalla normativa nazionale e dalle direttive comunitarie.
Inoltre, se Jurka avesse veramente dimostrato un comportamento così pericoloso per la popolazione tale da rendere necessaria e inevitabile una cattura, questa doveva avvenire in base ad una collaborazione tra Provincia e Ministero dell’Ambiente, il quale doveva autorizzare la cattura e il trasferimento del plantigrado in un’area adeguata: non certo quella di San Romedio, che tra l’altro ci risulta – nonostante le continue proteste - visitabile al pubblico ed inferiore anche ai recinti degli zoo.
Sarà nostra premura chiedere al Ministero dell’Ambiente i documenti inerenti al caso Jurka.

Infine, ci teniamo ad aggiungere che molte persone, così come alcuni nostri soci, che hanno scritto lettere pubblicate dai giornali, sono residenti proprio nel territorio: alcune di loro hanno visto l’orsa nelle vicinanze delle loro case. Non si trattava, quindi, di gente chiusa nelle loro case cittadine e quindi lontane dalla problematica, come la sua risposta sembrerebbe suggerire.

Come Protezione Animali auspichiamo che Ministero dell’Ambiente, Provincia, e tutte le istituzioni si mobilitino da subito affinché Jurka venga al più presto liberata in un’area protetta o in un parco nazionale, ma sempre in una vastissima zona di pubblica gestione.
Questo è il minimo che possiamo fare, presidente Dellai, per riparare al duplice tradimento che, solo per colpa dell’essere umano, Jurka ha subito: prima con la cattura in Slovenia, poi con l’illusione di una libertà terminata con una reclusione.

A Jurka deve essere garantita la libertà e la possibilità di vivere come un animale selvatico.

Grazie.
IL PRESIDENTE - Cav. Uff. Antonio RUSSI -


Di Adriano Pellegrini Presidente di Pan - Eppaa

L'orsa Jurka, cadrà nell'oblio e nella sofferenza continua. Verbali del processo con un solo giudice e senza possibilità di difesa di Adriano Pellegrini Presidente Pan - Eppaa

Processo a Jurka Le parti: l’imputata, P.M. e Giudice monocratico Lorenzo Dellai, l’avv. difensore, non pervenuto, la giuria, assente.- Imputata Jurka, alzatevi.- Siete accusata d’incontrollate scorrerie che hanno provocato ingenti danni materiali, turbato l’opinione pubblica, rinnovato ataviche paure ed infine alimentato reiterate rimostranze di coltivatori, allevatori, pavidi residenti, che potrebbero incidere sulla futura consultazione elettorale.

Io, mi sono limitata a cercare fonti alimentari per i miei cuccioli e per me; è per questo che ho dovuto girovagare per il territorio trentino. Prova ne sia, che durante gli ultimi due mesi, durante i quali avete cercato di catturarmi, ho frequentato solamente i siti di alimentazione artificiale da voi predisposti senza disturbare ed impaurire nessuno.
Non ho mai aggredito nessuno di voi; se la mia mole ha incusso timore a chi ha potuto vedermi, tutti possono testimoniare che di lì a poco sono fuggita con i miei piccoli.
Questo turbamento non è provocato anche dai miei consimili, tuttora in libertà?
Io, non ho chiesto di venire in Trentino, siete stati voi a venirmi a catturare in Slovenia, pagando un lauto prezzo a chi di me poteva disporre, come se fossi un semplice oggetto. Se sono indesiderata, riportatemi nella mia terra d’origine; è più desiderabile una pallottola che ponga fine ai miei giorni, piuttosto che diventare un fenomeno da baraccone.

Udito l’autodifesa, riconosciuto la prevalenza della ragion di Stato su qualsiasi altra diversa argomentazione, ritenuto che la specie umana collocasi in posizione del tutto superiore a quella delle “bestie”, respinta ogni altra diversa eccezione, IO, la condanno alla reclusione finché morte non sopraggiunga.
Amen Coloro che vogliono appoggiare la campagna dell'Associazione a difesa di Jurka, inviino una mail a: adriano.pellegrini@commass.net e facciano girare il testo.
Confidiamo nello "sputtanamento" mediatico della "farfalla" del Trentino.

Inserito da:
PAN-EPPAA Canile di Rovereto


Jurka non può più arrampicarsi sugli alberi


Altre lettere inviate al Presidente Dellai

LETTERA 1

Mi sento profondamente amareggiata per ciò che è successo.
Jurka adesso è costretta a vivere in uno spazio ristretto e inadatto per lei.
L’uomo si è ancora una volta dimostrato il padrone del mondo e ha voluto avere
il dominio su creature che non necessitano di un padrone.
Jurka, come tanti animali, ha bisogno del suo spazio vitale, del suo stile di vita
e noi dobbiamo dare rispetto e smetterla di sentirci i padroni dei
boschi, delle terre sconfinate, solo per i nostri scopi a volte anche
ridicoli.
Perché devo vergognarmi nel sentirmi “un essere umano”?
Io desidero che uomo e natura facciano un armistizio, un trattato di pace.
Desidero che l’uomo si renda conto che è stato accolto a braccia aperte
da madre natura e cullato, ma che questo si è permesso di dettare legge
e di infliggere sofferenze ad una madre così amorevole.
Perché?
Mettetevi nei panni di un animale che si trova faccia a faccia con noi
e non comprende perché:
a) ci uccidiamo fra noi
b) litighiamo per pezzi
di terra che appartengono a tutti
c) disboschiamo, prosciughiamo fonti
d’acqua quando necessitiamo di ossigeno e di liquidi per sopravvivere
d) uccidiamo senza pietà animali indifesi quando potremmo nutrirci di
ciò che ci offre il terreno.
Provate a mettervi nei panni di animali
che vengono spinti con cattiveria nelle braccia della morte dei
macelli.
Immedesimatevi nella mente di un cane o di un gatto che viene
abbandonato e lui stesso si colpevolizza dell’accaduto invece di
biasimare l’uomo.
Noi siamo tutto questo: un insieme di cattiveria ed
egoismo che si chiama UOMO.
Voglio ancora credere che esista la
scintilla del bene dentro ogni persona e spero con tutto il cuore che
un giorno tutti saranno sensibilizzati e in grado di capire la verità.
Non è un’utopia, è una possibilità che persone come noi, che stanno
dando un piccolissimo contributo al mondo, stanno dando ad altre
persone che ancora tengono le mani sulle orecchie per non ascoltare e
sugli occhi per non vedere. Noi vi stiamo tendendo la mano, ora spetta
a voi smettere di far finta di niente.

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LETTERA 2

Egregio Presidente,

ebbene sì, siamo arrivati a questo punto: ci vergognamo di essere Trentini! Altro che coscienza dei Trentini e delle radici della propria regione e della propria cultura. Meglio nasconderle e far finta di non conoscerle!

E i turisti che vengono cosa vedono? Una povera orsa che non ha nemmeno il coraggio di uscire dalla tana per la paura che ha, che mangia appena e rischia di lasciarsi morire, piuttosto che continuare a vivere così? Vedono una gabbia coperta, in modo che gli uomini non possano vedere come soffre veramente, e lei non abbia la possibilità di vedere, di sentire l'odore della libertà che aveva e che le è stata tolta. Per dimostrare che cosa? Quanto sono bravi i Trentini? E' per questo la volete portare anche a Roma? E cosa deve fare lì, cantare la Montanara?



I Trentini non sono cattivi come i tedeschi, non uccidono l'orso: lo catturano e lo mettono in mostra, per far vedere quanto sono bravi, per dimostrare come si fa. Se poi l'orso si lascia morire, avrà preso una malattia ... che peccato!

Del Trentino non fa parte solo la gente, ma anche le montagne, i boschi, i laghi ... e gli animali, anche gli orsi. Il rispetto vale anche per loro. Che esempio diamo alle generazioni dopo di noi? Una volta la gente era in grado di vivere con gli orsi. Adesso no, ma non si cerca più di ritrovare questa cultura, di ristabilire il contatto con la natura; è più facile eliminare tutto ciò che dà fastidio e poi fare musei dove andare a vedere quanto sono belli gli animali imbalsamati.

Siamo nel 2007!!! In Trentino sapete cos'hanno detto grandi personaggi come Leo Tolstoj, Voltaire e altri? Per esempio:

"La caccia è sempre una forma di guerra" (Goethe)
"Dall'assassinio degli animali all'assassinio degli uomini il passo è piccolo" (Tolstoj)
"La caccia è uno dei metodi più sicuri per sopprimere il sentimento degli uomini per le creature che li circondano" (Voltaire)
e soprattutto:

"Ogni cosa ha il suo tempo. Il tempo per la caccia è SCADUTO!"

Non è ora di fare un passo avanti nell'evoluzione e di creare questa nuova consapevolezza, invece di comportarsi come uomini primitivi che si vantano della loro preda? Non è ora di sviluppare il rispetto per tutte le forme di vita e di trasmettere anche agli altri questo messaggio - diverso e all'avanguardia e soprattutto assolutamente importante e urgente se vogliamo ancora salvare qualche cosa sulla terra - e non soltanto "quanto sono bravi i Trentini che catturano l'orso cattivo? Venite a vedere questo esempio di (in)civiltà del nostro secolo!"
Sono soprattutto i contadini e i cacciatori che creano allarmismo: aiuto, c'è l'orso cattivo! Così hanno la giustificazione per uccidere. Forse è ora che anche loro comprendano che non si può togliere ogni metro di spazio vitale agli animali per l'agricoltura, per il turismo, per le abitazioni e poi arrabbiarsi se rovesciano un cestino delle immondizie o se rubano una gallina. In America e in Jugoslavia è normale avvistare un orso o che succeda che uno di loro rubi un pollo o fanno qualche piccolo danno.

Se questi sono i Trentini e i loro politici che non prendono una posizione chiara, siamo messi veramente male.

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LETTERA 3

Ho saputo della detenzione di Jurka e sono rimasto profondamente turbato.

È amaro constatare che in Italia i veri criminali umani sono frequentemente a spasso, continuando tranquillamente a delinquere mentre un animale innocente che vorrebbe soltanto continuare a vivere come hanno sempre fatto i suoi progenitori molto prima che l’ uomo invadesse il loro territorio.

Avevo in mente di tornare, dopo anni, a rifare le vie ferrate del Brenta, per immergermi nuovamente in quel maestoso e primitivo paesaggio che ti fa riscoprire la gioia di vivere ma, con l’ amaro in bocca rimastomi dopo questo episodio, non ne sono più convinto perchè non potrei fare a meno di ripensare a Jurka che avrebbe molto più diritto di me di goderne.

Quest’ orso ha il sacrosanto diritto di tornare in libertà e subito, per evitare il rischio che la prigionia possa procurargli gravi ed irreversibili danni. Penso che se ci fosse la “vera” volontà la cosa si potrebbe risolvere tenendo sotto controllo l’ animale e le sue potenziali vittime.

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LETTERA 4

LIBERATE L'ORSA JURKA!
è UN ATTO DI INCIVILTà E DI CRUDELTà TENERLA PRIGIONIERA!
BASTA con le solite giustificazioni...adesso ci hanno pure fatto uno spot per pubblicizzare un agriturismo!
Dopo questa, in Trentino non ci metterò più piede finchè non sarà fatta giustizia a questo animale innocente e coinvolgerò le persone che conosco a fare le vacanze da un'altra parte.
Di solito sono più moderata nelle lettere che scrivo, ma davvero non ne posso più di tutte le crudeltà che vengono inflitte agli animali...immedesimiamoci in loro...anche loro sono esseri viventi che provano emozioni come noi...aiutiamoli!
Se capita che facciano dei danni è perchè non hanno più la loro casa, non sono più liberi, vivono nella paura e nell'angoscia...l'uomo è diventato il loro peggior nemico...noi che avremmo dovuto prenderci cura di loro...e ora li accusiamo!
Spero che possiate rifletterci col cuore sul destino di quest'orsa e che non abbiate sepolto del tutto i vostri sentimenti

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LETTERA 5

Egregio direttore

La ringrazio per lo spazio che concede in questi giorni a chi esprime il proprio dissenso per la cattura di Jurka.. Ho alcune domande a cui da sola ho trovato delle risposte, ma preferirei mi venissero smentite da qualche politico che spero abbia delle motivazioni credibili... Come mai, visto che Jurka "rappresentava un problema" da mesi, non si e' cercata per tempo, una soluzione idonea? Come mai si e' preferito parcheggiarla nel recinto del santuario, proprio nel periodo di pieno afflusso di turisti in val di Non, non tenendo conto del fatto che spostarla da un posto all'altro comporta inutile sofferenza? Chi guadagna dalla reclusione di Jurka?
Certo con tutti i problemi che affliggono l'umanita' in questo periodo a molti sembrera' banale preoccuparsi per un'orsa... Credo che chi e' sensibile verso la sofferenza di un animale, lo e' anche verso quella di milioni di animali vittime dell'uomo nei laboratori di ricerca, nel lager degli allevamenti intensivi, nei boschi dove vengono cacciati...e lo e' anche verso milioni di persone che soffrono la fame a causa di pochi che vivono nello spreco..... Il male piu' grande che contraddistingue l'uomo odierno e' l'indifferenza, il scegliere la via piu' facile e piu' comoda.. e in questo modo stiamo distruggendo il nostro pianeta...

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LETTERA 6

Egregio Sig. Presidente,
Jurka la mamma di JJ1 ucciso in Germania è stata catturata.
Gli animali non hanno colpa dello squilibrio naturale che l'uomo ha inflitto al mondo animale e vegetale, ma ancora una volta sono gli innocenti che ci rimettono.
L'uomo ha tolto lo spazio vitale agli animali, costruendo villaggi turistici in alta montagna e altre cose, per il proprio benessere e svago.
Gli orsi sono stati steminati nel passato e ora l'uomo cerca di porvi rimedio, pur volendo mantenere i propri privilegi e comodità a scapito della natura e degli animali.
JJ1 l'orso di due anni figlio di Jurka è stato ucciso lo scorso anno in Germania e proprio gli Italiani e in particolare i trentini hanno energicamente protestato e si sono scandalizzati del fatto brutale.
Ora proprio in Italia e proprio nel Trentino viene catturata la madre di "Bruno", che probabilmente morirà di angoscia rinchiusa in trappola, perchè non riuscirà a sopportare la privazione di libertà che il creatore gli ha donato e che l'uomo ancora una volta gli ha tolto.
Caro Presidente, come si sentirebbe lei se improvvisamente venisse rinchiuso in una gabbia per il resto della sua vita, separato dalla sua famiglia, dai suoi figli, con più nessuna poassibilità di comunicare con loro? Non avrebbe un dolore straziante che la lacera dentro ogni istante e che la fa pensare: "meglio morire piuttosto di vivere così?"
Chi ci da il diritto a noi uomini di privare la libertà ad un essere che non ha nessuna colpa?
Un essere che non ha gli schemi umani di limiti, di confini, di doveri, di malvagità calcolata per il proprio tornaconto a danno degli altri.
Esiste una giustizia universale?
Io credo di sì! E credo anche che tutta la sofferenza che provochiamo e che continuiamo a provocare senza
lasciarci toccare dalla nostra coscienza prima poi dobbiamo subirla...per capire.
Le auguro che la Sua coscienza le faccia sentire per un piccolo istante
di quanto soffre questo animale.

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LA RISPOSTA STANDARDIZZATA DEL PRESIDENTE DELLAI

Egregi Signori,
ho letto la Vs. e-mail ha proposito dell’orsa Jurka e non posso che
condividere lo spirito di rispetto per gli animali che traspare dal testo.
Proprio questo stesso spirito ha sempre animato la Provincia autonoma di
Trento che sicuramente può essere un esempio, pur con gli inevitabili
errori che anche noi commettiamo, per quanto riguarda il rapporto fra uomo
e il contesto naturale. Proprio per questo spirito la Provincia autonoma di
Trento è stata disponibile, qualche anno fa, a sperimentare un progetto
europeo molto avanzato che prevede, appunto, la reintroduzione dell’orso
nel territorio alpino. Ci siamo impegnati a fondo sia a livello tecnico che
scientifico, sia a livello politico e sociale, soprattutto per convincere
la nostra opinione pubblica sulla bontà del progetto. Le garantisco che non
è stato e non è assolutamente facile. Un conto infatti è parlare degli orsi
in libertà standosene nelle proprie abitazioni urbane, un altro conto è
dover fare quotidianamente i conti con la presenza, non sempre facile, di
un orso nei paraggi della propria abitazione o del proprio luogo di lavoro
in montagna. Pur tuttavia ci siamo organizzati e abbiamo fatto crescere
anche il consenso della gente su questo progetto, al quale lavorano
quotidianamente tante persone appartenenti alle nostre strutture operative.
Oggi abbiamo più di venti orsi in libertà sul territorio ed il progetto non
solo prosegue ma si sta rafforzando da ogni punto di vista. Nel protocollo
iniziale del progetto si prevede che, qualora un esemplare avesse
comportamenti ritenuti anomali e potenzialmente pericolosi, la pubblica
amministrazione adotta una serie di misure (tutte adottate negli ultimi due
anni) fino a quella estrema di cattura e ricovero in area protetta. Così è
avvenuto per l’orsa Jurka sulla base di una documentazione inoppugnabile,
validata dagli stessi organismi tecnici del Ministero dell’Ambiente e
dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Nulla a che vedere, dunque,
con l’atteggiamento assunto dalle autorità bavaresi a proposito dell’orso
“Bruno”.
Oggi Jurka è ospitata in un recinto di circa 1500 mq : sappiamo benissimo
che non è l’ottimale e quindi stiamo già pensando alle possibili future
soluzioni. Dispiace anche a noi che l’orsa Jurka non sia più libera ma, pur
con tutta la dedizione al progetto di reintroduzione dell’orso e pur con
tutto il dovuto rispetto per i diritti di questi animali, abbiamo dovuto in
questo caso adottare una misura a tutela dei nostri cittadini.


Un signore del luogo: "la corrente è a 220 Volt"


Jurka continua a mordere: nervosa o sedatata?


Jurka ha sempre la bava alla bocca



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