Strage di caprioli e bambi

Foto: Dell'Eva


Sapevate che

... in alcune regioni all'inizio di agosto è stata aperta la caccia ai caprioli e ciò
significa che queste povere creature verrano abbattute a migliaia! Ecco alcune
cifre spaventose:
* nella sola provincia di Siena è previsto l'abbattimento di 4500 caprioli;

* in Aldo Adige addirittura 10.000! ... il «prelievo» selettivo previsto per quest'anno
è di 10.619 capi (5.031 caprioli maschi e 5.588 fra femmine e cuccioli) ed è partito
a maggio. Il direttore dell'Associazione cacciatori dell'Alto Adige,
Heinrich Aikenthaler, dice che «da vent'anni la cifra degli abbattimenti da noi è più
o meno sempre la stessa e nessuno si è mai sognato di contestarla anche perché
tutto viene eseguito in modo scientifico, attraverso una commissione mista,
equilibrata, non di soli cacciatori».

* nella provincia di Alessandria è stata autorizzata l'uccisione di 500 caprioli ...
Quanti saranno in tutta Italia? Si parla di 50.000 caprioli che sarebbero
"di troppo" ...

Si ricorda anche che le condizioni di eccedenza numerica di alcune popolazioni
di ungulati in varie parti d’Italia sono dovute ai popolamenti artificiali effettuati
nei decenni scorsi a scopo venatorio e che dunque i cacciatori stessi sono da
ritenersi responsabili dell’attuale stato di cose. I cacciatori stessi distruggono
il sistema di autoregolamento naturale, uccidendo i capi più belli e non - come affermano -
quelli malati e più deboli, intervenendo così nell'equilibrio naturale, dato che
gli animali tendono poi ad accoppiarsi e procreare più frequentemente per
mantenere la specie. In genere infatti sono i capi più anziani che si accoppiano
con le femmine e non permettono a quelli più giovani di accoppiarsi.
Se i più anziani vengono uccisi, la struttura sociale del branco viene a mancare.

Cosa possiamo fare?
La prima cosa da fare è informare e sensibilizzare l'opinione pubblica, in modo che
i cacciatori e i politici non abbiamo più così tanto potere e influsso.
Naturalmente possiamo anche protestare, scrivendo a tutte le autorità regionali e
ai giornali.


Guardami negli occhi

Foto: Murer


Associazione No alla Caccia

Comunicato stampa
Un netto no dall’associazione No alla Caccia alla decisione della Regione Piemonte di aprire la caccia al capriolo nella stagione estiva.
Caccia al capriolo in estate: un scelta inaccettabile per la fauna e per gli uomini

L’associazione No alla Caccia condanna fermamente la decisione della Regione Piemonte di consentire la cosiddetta “caccia di selezione” al capriolo nella provincia di Alessandria ritenendo infondate le motivazioni di tale decisione ma soprattutto ritenendo inaccettabile il metodo che ancora una volta si ritiene di dover utilizzare: il massacro, eufemisticamente descritto col termine “prelievo”, operato da anacronistici squadroni armati con i quali la società civile è ormai da tempo stanca di dover forzatamente convivere.
Il presidente della Regione Piemonte si renda conto che l’epoca dei pistoleros è finita e che se è il caso di parlare di gestione della fauna ben altri sono i metodi adottabili e da adottare, più in linea con l’evoluzione dei tempi.
A rendere ancor più grave la decisione della Regione è in questo caso il fatto che le sparatorie nei boschi sono autorizzate a partire dal mese di agosto, ovvero nel pieno della stagione turistica. In tale periodo dell’anno, più che in ogni altro, i boschi sono fruiti da numerose persone che ne fanno meta di pacifiche e legittime attività e che hanno pieno diritto a svolgerle senza le interferenze “a mano armata” di chi ritiene invece cosa normale trasformare quegli stessi luoghi in teatro di azioni di guerriglia contro animali inermi e inoffensivi.
Si sottolinea che la caccia di selezione, per quanto possa essere svolta secondo modalità diverse dalla caccia comune, è pur sempre caccia nella sua principale ed ineliminabile caratteristica: l’uso di armi da fuoco sul territorio e i conseguenti pericoli per la pubblica incolumità.
Si ricorda che tre anni fa in analoghe circostanze il sindaco di Sauris (UD) intervenne vietando la caccia sul territorio del proprio comune riconoscendo lo stato di pericolo che da essa derivava. In quella occasione il Consiglio di Stato, respingendo un ricorso della Federcaccia, confermò tale assunto affermando che «non è sufficiente ad escludere il pericolo la circostanza che la caccia al capriolo avviene senza cani, e solo da parte di tiratori specializzati, perché non sono solo i cani a creare pericolo per l’incolumità, né è sufficiente la particolare competenza dei cacciatori, ad impedire l’errore umano nell’uso delle armi, errore che può essere fatale in situazioni di particolare affollamento della zona a causa della presenza di turisti» (sentenza n.2387 del 4/2/2003).
Si ricorda anche che le condizioni di eccedenza numerica di alcune popolazioni di ungulati in varie parti d’Italia sono dovute ai popolamenti artificiali effettuati nei decenni scorsi a scopo venatorio e che dunque i cacciatori stessi sono da ritenersi responsabili dell’attuale stato di cose. Negli anni ‘70 la Federcaccia auspicava a proposito dei caprioli «una espansione del popolamento attuale, in quanto, specialmente nelle zone appenniniche, la specie troverebbe un ambiente idoneo». Sono proponibili come risolutori di un problema coloro che ne sono stati gli artefici?
L’Associazione No Alla Caccia esprime infine la propria netta posizione a favore di una totale messa fuori legge della cosiddetta attività venatoria in ogni sua forma in quanto incompatibile con i principi etici del vivere civile di cui il rispetto della vita non solo umana ma anche animale è uno dei punti fondamentali. Ma anche perché lesiva della vita umana stessa: ricordiamo i 47 morti contegiati dall’EURISPES nella stagione di caccia 2001/02 e le decine di morti e feriti che si contano ogni anno, fra cui non di rado, purtroppo, perfino bambini.


Invia la tua lettera di protesta, non permettere che questi animali belli e nobili vengano brutalmente uccisi da persone senza sentimenti verso la vita.


Madre con bambi

Foto: Murer


50.000 caprioli

Animali e ambiente
Sono 50 mila i caprioli da abbattere in Italia
I piani delle regioni. Il record a Bolzano: via 10 mila Bambi


MILANO — Ci fosse un interruttore a stabilire se la vita è accesa o spenta si
potrebbe dire che nel loro caso la corrente è alternata. I 600 caprioli piemontesi
che dovrebbero essere abbattuti perché in sovrannumero, sono passati da una
sentenza di morte a una «quasi grazia». Quasi, appunto. Perché l'interruttore non
è ancora sulla modalità «accesa»: la loro vita resterà in sospeso fino a quando
non si studierà a fondo se e, soprattutto, come salvarla.
Eppure i 600 «bambi» sono fortunati. Di loro almeno si parla. Ambientalisti,
regione Piemonte, assessori, perfino il ministero dell'Ambiente: tutti a
cercare una soluzione.

Potessero capirlo, chissà cosa ne direbbero gli altri 49.400 «condannati»:
anche a loro tocca la sorte del «prelievo selettivo», termine sinistro che significa abbattimento per eccesso di numero. I conti umani sull'equilibrio faunistico del
nostro Paese hanno stabilito che da un capo all'altro della Penisola ci sono
50 mila cerbiatti di troppo: le doppiette li abbatteranno tutti entro la fine
dell'anno e anche se in alcune regioni l'operazione è già cominciata da mesi,
nessuno
ha speso una sola parola per salvarli. «Ecco, vogliamo parlarne?», si scalda la presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso. «Si crea una sorta di
psicodramma collettivo per i nostri 600 e si evita di dire che ce ne sono
50 mila da uccidere per consentire agli altri di vivere bene...che cosa ipocrita.
Dopodiché siamo disponibili, certo. Il ministro vuole salvare i nostri e trova
il modo di farlo? Benissimo. Ci attrezzeremo».

Alfonso Pecoraro Scanio premette: «Sia chiaro: il Piemonte non viola
alcuna legge. Ha il diritto di fare quello che fa. Ma anch'io come ministro ho
il diritto e il dovere di raccogliere le richieste di intervento che mi sono arrivate,
anche da centinaia di cittadini». E i 49 mila abbandonati al loro destino?
«So bene che il problema non è solo dei 600, ma vorrei che questo caso
riportasse tutto sul piano scientifico. Non cacciatori che censiscono caprioli
e che poi li uccidono, per esempio. Ma la ricerca seria per trovare un'alternativa all'abbattimento: cercare una via diversa dal fucile, magari i dissuasori per
limitare i danni agli agricoltori o una politica di ripopolamento predatori
come il lupo o, dove si può, una sterilizzazione».

Per capire se tutto questo è possibile e per cercare un luogo e un modo
che sia la salvezza dei 600 caprioli piemontesi, il ministero ha chiesto aiuto,
ieri, all'Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs), punto di riferimento
che fa da ente consultivo di regioni e province. «Non sarà uno studio
semplice né veloce» annuncia il presidente Giuseppe Di Croce. Che conferma:
«Sono 50 mila i prelievi di quest'anno in tutt'Italia. Noi proveremo a trovare
una soluzione per i 600, aree del centro-nord». Certo non nella provincia
di Bolzano dove, il «prelievo» selettivo previsto per quest'anno
è di 10.619 capi (5.031 caprioli maschi e 5.588 fra femmine e cuccioli)
ed è partito a maggio. Il direttore dell'Associazione cacciatori
dell'Alto Adige, Heinrich Aikenthaler, dice che «da vent'anni la cifra
degli abbattimenti da noi è più o meno sempre la stessa e nessuno
si è mai sognato di contestarla anche perché tutto viene eseguito
in modo scientifico, attraverso una commissione mista, equilibrata,
non di soli cacciatori».

Le «doppiette», almeno quelle piemontesi, stavolta se la sono legata
al dito: «Siamo stanchi di passare per crudeli», lamentano dalla Federcaccia
regionale promettendo uno sciopero bianco: «Non spareremo a nessuna
specie selvatica in esubero, dannosa per l'agricoltura e pericolosa per
la viabilità. I danni che produrranno li pagherà lo Stato». Tutta salute
per i bambi del Piemonte. Che lo facciano per protesta poco importa.
Se anche i cacciatori sono dalla loro parte forse è fatta. L'interruttore
della vita è sulla modalità «accesa».
Giusi Fasano
08 agosto 2006



IN PIEMONTE VIA AGLI ABBATTIMENTI IL 24 AGOSTO
Le doppiette salvano Bambi
Federcaccia rifiuta: «Non spareremo»

A salvarli saranno proprio quelli indicati da tutti come i carnefici. Nel giorno
in cui arriva l’ok dal Piemonte all’abbattimento per il 24 agosto, i cacciatori
annunciano: «Non spareremo ai Bambi». Perchè le doppiette vogliono
risparmiare i caprioli? «Siamo stufi di questa ingiustificata criminalizzazione
del mondo venatorio» è la risposta di Federcaccia. Intanto la regione
Piemonte trova il modo di polemizzare con il governo dopo aver scoperto
che la selezione è stata autorizzata dal Consiglio dei ministri quattro giorni fa.


Foto: Dell'Eva


Lettera di protesta Ass. Agire Ora

Continua, purtroppo, la triste vicenda degli "abbattimenti selettivi" di ungulati in Piemonte, iniziata ad agosto. Come riportato nella notizia del 5 ottobre 2006, il TAR ha dato torto alla Regione (nonostante, con deplorevole mossa mediatica, sul loro sito un comunicato ufficiale sostenga il contrario...) e la sospensione preventiva fatta per tutto il mese di settembre ha fatto si' che almeno la prima "rata" di abbattimenti prevista per quelle settimane non ci sia stata, e ha anche fatto si' che le aziende faunistico-venatorie del Piemonte non guadagnessero un soldo dal loro "lavoro" sanguinario.

*Quindi questo primo risultato e' gia' un'ottima vittoria.*

La Regione Piemonte pero' ha pensato bene di approvare un'altra delibera, quasi uguale alla precedente, ma molto piu' difficilmente impugnabile, per continuare gli abbattimenti a dicembre e gennaio. Il ricorso si fara' lo stesso, ma purtroppo le probabilita' di vittoria sono piu' scarse della volta precedente...

E' notevole la "devozione" di questa giunta regionale ai cacciatori, basti guardare l'Ordine del Giorno approvato il 3 ottobre 2006 in Consiglio regionale che e' praticamente una dichiarazione d'amore ai cacciatori.
La Regione si impegna infatti ad "elaborare i piani di prelievo", e a risarcire le aziende faunisto venatorie che han perso dei soldi a causa della legittima decisione del TAR... e assolutamente nessuna traccia di un impegno volto a rispettare gli animali e la natura e ad evitare eventuali situazioni di esubero con metodi non cruenti, ne' alcuna traccia di divieti e controlli fatti sui cacciatori affinche' la smettano di liberare animali in natura coi "ripopolamenti venatori", cosi' come invece migliaia di cittadini avevano chiesto in queste settimane. Insomma, un totale asservimento ai cacciatori, una totale mancanza di coraggio e di senso del dovere e una totale mancanza di voglia di fare il loro lavoro, molto piu' comodo ripiegare sui soliti abbattimenti...

Per l'ennesima volta, facciamo sapere cosa ne pensiamo, alla Regione (e ai giornali) perche' stavolta han proprio superato ogni limite...

Se avete bisogno di ispirazione su cosa scrivere, potete consultare la galleria di immagini appena messa on-line, che mostra cos'hanno fatto agli animali i cacciatori nei pochi giorni in cui la delibera e' stata attiva, prima della sospensione del TAR:
http://www.agireora.org/caccia/immagini.html

Alla Regione basta mandare un messaggio-tipo, scrivendo a:

gruppo.democraticidisinistra@consiglioregionale.piemonte.it,
gruppo.forzaitalia@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.DL-LaMargherita@consiglioregionale.piemonte.it,
gruppo.alleanzanazionale@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.rifondazionecomunista@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.leganord@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.comunistiitaliani@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.moderatiperilpiemonte@consiglioregionale.piemonte.it, gruppoperlitalia@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.unione@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.udc@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.verdiperlapace@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.dc-partitosocialista@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.italiadeivalori@consiglioregionale.piemonte.it, gruppo.socialisti@consiglioregionale.piemonte.it, presidente@regione.piemonte.it, vicepresidente@regione.piemonte.it, assessore.ricerca@regione.piemonte.it, assessore.trasporti@regione.piemonte.it, Assessorato.commercio@regione.piemonte.it, assessore.politicheterritoriali@regione.piemonte.it, assessorato.ambiente@regione.piemonte.it, assessore.fel@regione.piemonte.it,assessore.turismo@regione.piemonte.it, assessorato.pariopportunita@regione.piemonte.it, assessorato.welfare@regione.piemonte.it,segreteria.oliva@regione.piemonte.it, assessorato.formazioneistruzione@regione.piemonte.it, assessore.montagna@regione.piemonte.it, assessore.lavoripubblici@regione.piemonte.it, assessore.agricoltura@regione.piemonte.it, assessore.sanita@regione.piemonte.it

oppure:

gruppo.democraticidisinistra@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.forzaitalia@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.DL-LaMargherita@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.alleanzanazionale@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.rifondazionecomunista@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.leganord@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.comunistiitaliani@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.moderatiperilpiemonte@consiglioregionale.piemonte.it; gruppoperlitalia@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.unione@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.udc@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.verdiperlapace@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.dc-partitosocialista@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.italiadeivalori@consiglioregionale.piemonte.it; gruppo.socialisti@consiglioregionale.piemonte.it; presidente@regione.piemonte.it; vicepresidente@regione.piemonte.it; assessore.ricerca@regione.piemonte.it; assessore.trasporti@regione.piemonte.it; Assessorato.commercio@regione.piemonte.it; assessore.politicheterritoriali@regione.piemonte.it; assessorato.ambiente@regione.piemonte.it; assessore.fel@regione.piemonte.it; assessore.turismo@regione.piemonte.it; assessorato.pariopportunita@regione.piemonte.it; assessorato.welfare@regione.piemonte.it; segreteria.oliva@regione.piemonte.it; assessorato.formazioneistruzione@regione.piemonte.it; assessore.montagna@regione.piemonte.it; assessore.lavoripubblici@regione.piemonte.it; assessore.agricoltura@regione.piemonte.it; assessore.sanita@regione.piemonte.it
Messaggio-tipo:

Come molti altri cittadini ritengo il vostro comportamento di
asservimento ai cacciatori semplicemente vergognoso. Se non siete capaci
di fare il vostro lavoro, come avete dimostrato, fareste meglio a
dimettervi, non rappresentate per niente i cittadini che vi hanno eletto.

Distinti saluti.
nome
cognome

Ai giornali scrivete qualcosa di personalizzato (altrimenti meglio NON
scrivere), grazie. Gli indirizzi sono:


leggotorino@leggoposta.it, torino@repubblica.it,redazione.torino@lapiazzaweb.it, redazione.torino@rai.it,redazione@ilgiornaledelpiemonte.com, redazione@torinocronaca.it,citytorino@rcs.it, lettere@lastampa.it
oppure:

leggotorino@leggoposta.it; torino@repubblica.it;redazione.torino@lapiazzaweb.it; redazione.torino@rai.it;redazione@ilgiornaledelpiemonte.com; redazione@torinocronaca.it;citytorino@rcs.it; lettere@lastampa.it


Partecipate, per favore, grazie!


Comunicazione del gruppo AgireOra-Piemonte.


I VERDI

IL TAR SOSPENDE LA CACCIA AI CAPRIOLI NELLA PROVINCIA DI GENOVA

Il capogruppo dei Verdi del Consiglio regionale della Liguria e responsabile
nazionale del Gruppo Animali dei Verdi, Cristina Morelli, plaude alla
sentenza del T.A.R. Liguria che accoglie il ricorso della LAC e dispone
l'immediata sospensione della caccia al capriolo in provincia di Genova.

" Auspico identico provvedimento anche per la provincia di Savona -
precisa Morelli- perché in Liguria le doppiette hanno iniziato la mattanza
dei caprioli nelle province di Genova e Savona, con un piano di abbattimento
ingiustificato che si dimostra illegittimo in analogia al provvedimento del
TAR Piemonte.
I provvedimenti delle Province di Genova e Savona sono assolutamente
illegittimi rispetto alle normative nazionali.
Nella Provincia di Genova poi, nonostante l'ACCORDO ELETTORALE sottoscritto
dai Verdi con il Presidente Repetto e i partiti del centro sinistra in cui
si stabilivano programmi precisi per l'avvio di procedure e metodi
alternativi all'abbattimento dei caprioli e dei cinghiali , nessun punto è
stato rispettato !
Questo dimostra l'insipienza politica e amministrativa da parte
dell'Assessore alla caccia Briano e del Presidente Repetto - continua
Morelli - che non rispettano i programmi elettorali oltre alla assenza di
conoscenza delle normative, cosa molto grave per degli amministratori.
I programmi sono portati avanti dalle persone ed è evidente che le primarie
non devono diventare un concorso di bellezza con qualche miss da incoronare,
ma un momento di confronto sul programma, affrontando i punti nodali che
servono a questa città e alla sua provincia, cercando la sintesi tra le
varie differenze, senza mai perdere il rispetto e la dignità verso le
esigenze di tutti.
Se il Presidente della Provincia, come il prossimo Sindaco saranno pronti a
svestirsi della loro "corona" e a confrontarsi con i problemi della gente e
a rispettare i programmi decisi insieme, allora forse non ci sarebbero tante
"code di paglia" pronte a sentirsi punte nel vivo ogni volta che si chiede
un confronto!!

E' necessario invertire l'attuale sistema che vede le forze politiche
minori del centro sinistra subire supinamente decisioni dei partiti forti
della coalizione : chiediamo che i prossimi candidati Sindaco e Presidenti
delle Province si impegnino seriamente a rispettare i programmi elettorali e
soprattutto il dialogo come primo punto per potersi definire una coalizione
, e non una cozzaglia di partiti presi ognuno dalle piccole beghe interne di
bottega".

Genova, 14 settembre 2006


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