Pagina iniziale
La cattura di Jurka e la campagna JURKA LIBERA
Chi siamo
Informazioni sulle nostre attività
Altre attività di protesta in Italia
Manifestazioni di protesta in Germania
Quanti animali vengono uccisi e come
    Strage di uccelli protetti
    Alcune cifre di quanti animali vengono uccisi
    Strage di cinghiali
La caccia - follia umana
Cosa pensano della caccia i grandi della storia
Interviste
Video
Olanda dal 2002 vietata la caccia
Singolare processo in Germania privo di giustizia
Libri Consigliati
Contattaci
Per iscriverti
Tutela della Privacy
Sede

Strage di uccelli protetti

Uccelli vengono presi con le reti


Foto: Lac 



in alto

Le zampette si rompono causando una lunga agonia


Foto: Lac 



in alto

Bellisiime creature uccise perchè?


Foto: Lac 



in alto


Foto: Lac 



in alto


Foto: Lac 



in alto

Appello di Andrea Zanoni

Cari amici,
urge il Vostro aiuto per salvare milioni di uccelli protetti resi cacciabili da una legge regionale del Veneto dichiarata ora illegittima anche dalla Commissione Europea che per questo motivo ha deferito l'Italia alla Corte di Giustizia Europea.
L'appello è rivolto ai ministri del Governo Prodi ed allo stesso Presidente del consiglio affinché rispetti l'impegno preso con gli elettori dato che il "Programma di Governo 2006-2011" dell'Unione, al paragrafo "La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo", precisamente a pagina 153, prevede: "Per quanto riguarda l'attività venatoria proponiamo la difesa e la piena applicazione della legge n. 157 del 1992, il rispetto delle direttive comunitarie in materia di caccia."
Qui sotto trovate indirizzi email e il testo consigliato dell'appello.
Un caro saluto a tutti e tante grazie.

Andrea Zanoni
Presidente LAC Lega Abolizione Caccia del Veneto
LAC Lega Abolizione Caccia - Sezione del Veneto - (c/o M. Rostirolla) Via
Cadore 14/C Int.1 31100 Treviso - Info: 347 9385856, email
lacveneto@ecorete.it - web www.lacveneto.it "

INDIRIZZI E-MAIL
segreteriaministro@governo.it, uff.stampa@politichecomunitarie.it,
ufficio.stampa@giustizia.it, callcenter@giustizia.it,
stampa@politicheagricole.it, mipabox@politicheagricole.it,
segr.ufficiostampa@minambiente.it, affariregionali@palazzochigi.it,
trasparenzanormativa@governo.it,fabbri.fabrizio@minambiente.it,
ferrara.andrea@minambiente.it, Pozzilli.Patrizia@minambiente.it,
sott.boco@politicheagricole.it


OGGETTO E-MAIL

Richiesta annullamento legge veneta su caccia ad uccelli protetti per
rispetto direttive comunitarie.


TESTO APPELLO

La legge n.13 del 2005 della Regione Veneto sulla caccia agli uccelli protetti, ha portato il Veneto a diventare la regione che detiene il record italiano ed europeo per il numero di specie di uccelli protetti resi cacciabili, ben sette: Peppola, Fringuello, Passero, Mattugia, Storno, Tortora dal collare, Cormorano.

Questa legge consente di abbattere nell'arco di 5 anni, dal 2005 al 2010, in tutte le forme di caccia: appostamento temporaneo, appostamento fisso e caccia in vagante, per 5 giorni la settimana, ben 159.000.000 di uccelli protetti delle sette specie.
Questa legge è stata dichiarata non a norma anche dall'INFS, Istituto Nazionale Fauna Selvatica, che su apposito quesito ha risposto con una circolare indirizzata alla Lega Abolizione Caccia del Veneto, dove ha evidenziato che non sono rispettare le piccole quantità di uccelli cacciabili in deroga (nel 2004 sono state uccise 96.157 Peppole contro un limite concordato con le altre regioni pari a 23.400 uccelli), il periodo di caccia è troppo lungo, i controlli sono insufficienti, gli uccelli abbattuti andrebbero registrati subito sul tesserino e non a piacimento del cacciatore, non sono rispettate le condizioni delle deroghe previste dalla Direttiva "Uccelli", manca l'ok dello stesso INFS.

La LAC - Sezione del Veneto, con ricorsi del 22/08/05, 31/08/05, 26/09/05, 12/06/2006, 4/08/2006, 9/10/2006, ha chiesto, a norma di legge, ai ministri del vecchio governo e a quelli del nuovo: Pecoraio Scanio, Emma Bonino, Linda Lanzillotta, Paolo De Castro e Clemente Mastella, nonché al Presidente Romano Prodi, di annullare la legge regionale perché viola la legge statale e la Direttiva "Uccelli" in materia di "caccia in deroga". Purtroppo attualmente tutto tace, ciò va a tutto vantaggio della regione più filovenatoria d'Italia e dei 55.000 cacciatori veneti che stanno attuando delle autentiche carneficine che in altre regioni sono considerate, a tutti gli effetti, atti di bracconaggio sanzionati penalmente dalla legge dello Stato.

Il tutto è aggravato dal fatto che il Governo ha deciso di seppellire il Decreto-legge 16 agosto 2006, n. 251 con oggetto: "Disposizioni urgenti per assicurare l'adeguamento dell'ordinamento nazionale alla direttiva 79/409/CEE in materia di conservazione della fauna selvatica " rinunciando alla sua conversione in Parlamento.

Considerato che in data 5 ottobre 2005, durante un consiglio dei Ministri, il Ministro per gli Affari Regionali aveva proposto di impugnare la legge in oggetto giudicata dallo stesso "legge censurabile, in quanto non rispetta i presupposti richiesti dalle disposizioni nazionali e comunitarie .", impugnativa poi bloccata per volontà del ministero delle politiche agricole, così come risulta da una risposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ad una interpellanza urgente, la n.2- 01700, dell'On. Luana Zanella; che in data 12 ottobre 2005 il Commissario Europeo Stavros Dimas, su ricorso dello scrivente, ha trasmesso una lettera al Governo italiano di formale messa in mora, "poiché la Regione Veneto ha adottato una normativa relativa alla autorizzazione delle deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici che non rispetta i principi e le condizioni stabilite all'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE";
· che in data 10 aprile 2006 il Commissario Europeo Stavros Dimas, sempre in merito alla legge in oggetto, ha trasmesso una lettera al Governo italiano con un parere motivato, cosi' come risulta da una lettera datata 26 aprile 2006, trasmessa allo scrivente dalla Direzione Generale della Commissione Europea;
· che in data 29 giugno 2006 la Commissione Europea ha reso noto di aver deferito l'Italia alla Corte di Giustizia Europea perché la Regione Veneto ha concesso la caccia a specie di uccelli protetti (quali Fringuello, Peppola, Passero, Passera mattugia, Tortora dal collare, Storno e Cormorano) in palese violazione della direttiva 79/409/CEE;
· che il "Programma di Governo 2006-2011" dell'Unione, che al paragrafo "La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo", precisamente a pagina 153, prevede: "Per quanto riguarda l'attività venatoria proponiamo la difesa e la piena applicazione della legge n. 157 del 1992, il rispetto delle direttive comunitarie in materia di caccia."

Chiedo

al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per gli affari
Regionali, al Ministro dell'Ambiente e al Ministro per le Politiche
Comunitarie, di attuare la precisa procedura prevista dalla legge statale
sulla caccia (la L.157/92, art.19-bis, comma 4) che prevede l'annullamento
delle leggi regionali non a norma bloccando questo massacro di uccelli
protetti, rispettando cosi' oltre che le Direttive Comunitarie anche gli
impegni presi con gli elettori.

Nome e Cognome
Citta
Email



in alto

Versione stampa

Petizione Impressum Contattaci